Scontro nel Parlamento Ue sull’euro digitale. Un gruppo di 47 eurodeputati ha presentato due emendamenti per accelerare l’introduzione completa (offline e online) dell’euro digitale. Questi parlamentari si sono così schierati in modo esplicito contro il relatore spagnolo Fernando Navarrete (Ppe) che vuole invece dare la priorità soltanto alla parte offline, con il rischio di ridurre la portata del progetto e di allungare i tempi di approvazione.
Gli emendamenti sono stati firmati da eurodeputati di forze politiche trasversali (S&D, Renew, Verdi e Sinistra e anche del Ppe di Navarrete), con primo firmatario Pasquale Tridico (M5S), e riguardano il testo del Parlamento Ue sul rapporto annuale della Bce. Perciò gli emendamenti saranno discussi lunedì a Strasburgo con la presidente Bce Christine Lagarde e saranno poi votati martedì.
«Ribadiamo il forte sostegno all’euro digitale nell’uso online e offline», ha detto Tridico, relatore ombra del Parlamento Ue sull’euro digitale. «Il voto potrebbe rappresentare un viatico per la rapida approvazione del regolamento».
Secondo quanto risulta, Navarrete ha portato avanti l’idea di spacchettare il testo legislativo, con l’intenzione di dare priorità alla discussione sulla versione offline (da lui ridenominata «euro e-cash»). Il progetto dell’euro digitale, come proposto dalla Commissione Ue e dalla Bce, comprende però anche una versione online, decisiva per abilitare i pagamenti e-commerce e per contrastare il predominio degli operatori Usa.
Le mosse di Navarrete hanno trovato forte opposizione all’interno del Parlamento. Il relatore ombra Nikos Papandreou (S&D) ha contestato il piano dello spagnolo e ha chiesto anche l’intervento dell’ufficio legale del Parlamento Ue per verificare la base giuridica dello spacchettamento. Papandreou ha sottolineato che la legislazione sull’euro digitale è unitaria e ha contestato anche la ridenominazione della versione offline come «euro e-cash».
Nell’ultima riunione dei relatori, Navarete è stato di fatto appoggiato solo dal gruppo dei Patrioti. Anche le forze di destra (conservatori e Ppe) sono spaccate all’interno. In particolare gli eurodeputati italiani sono in maggioranza a favore dell’euro digitale in versione offline e online.
I due emendamenti parlamentari sottolineano che «in un contesto di crescente incertezza geopolitica e di eccessiva dipendenza dalle infrastrutture di pagamento non europee, l’introduzione di un euro digitale, concepito come complemento al contante e ai servizi bancari privati, è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria europea e ridurre la frammentazione dei pagamenti al dettaglio». Inoltre i 47 eurodeputati hanno precisato che «un euro digitale online e offline dovrebbe contribuire a salvaguardare l’accesso universale ai pagamenti».
L’obiettivo principale degli emendamenti è fare pressione per accelerare i lavori su un testo di compromesso sull’euro digitale. Navarrete si è detto disponibile a una soluzione nei prossimi giorni ma alcuni temono che si perda solo altro tempo.
Le tensioni geopolitiche tra Ue e Usa emerse con Donald Trump hanno mostrato la necessità di rendere l’Europa indipendente nei pagamenti. «In Europa il 70% dei pagamenti digitali passa da intermediari non-europei», ha sottolineato Nicola Branzoli, capo della divisione policy dell’euro digitale della Banca d’Italia, al Rome Policy Forum. Nel dibattito è stato ricordato che alle Olimpiadi di Milano Cortina si potrà pagare in modo digitale solo con Visa.
Intanto un documento tecnico della Commissione Ue ha indicato l’euro digitale anche come fattore decisivo per rilanciare il ruolo internazionale della moneta unica. (riproduzione riservata)