Ora la partita sull’eredità Agnelli si sposta in sede civile. La definizione con il Fisco delle contestazioni aperte dall’inchiesta penale di Torino per presunta frode fiscale e truffa ai danni dello Stato a carico di John Elkann e dei fratelli Lapo e Ginevra, oltre che del commercialista Gianluca Ferrero e del notaio svizzero Urs von Grünigen - con il pagamento di circa 175 milioni di euro (cifra ufficiosa) all’Agenzia delle Entrate sotto forma di tasse non versate, sanzioni e interessi - verrà giocata davanti al tribunale torinese dai legali di Margherita Agnelli, che contesta la successione in Svizzera della madre Marella Caracciolo e la qualità di eredi dei suoi tre figli, come indicato nei testamenti svizzeri dalla nonna (la vedova di Gianni Agnelli, madre di Margherita).
Davanti alla giudice Nicoletta Aloj del tribunale civile di Torino l’appuntamento è fissato per il 29 settembre, data della prossima udienza. E in quella causa Margherita Agnelli (difesa dall’avvocato Dario Trevisan) punta a far confluire le carte dell’accordo di Elkann con il gip ed eventualmente la sentenza di patteggiamento relativa a Gianluca Ferrero, che potrebbe non avere accesso alla misura della «messa in prova», che estingue il reato, che invece stanno negoziando i legali per John Elkann.
Sarà sul civile quindi che si sposterà la battaglia, dapprima per l’ammissione stessa delle carte, che conterranno anche le ragioni di un pagamento così sostanzioso al Fisco. Il pagamento, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da fonti a conoscenza del dossier, riguarda solo gli ultimi anni di vita di Donna Marella, dal 2015 al 2019 (anno della scomparsa, a 92 anni) per le imposte sui redditi che avrebbe dovuto dichiarare come fiscalmente residente in Italia, nonché per le imposte di successione, anch’esse contestate dalla procura di Torino sulla base delle indagini della Guardia di Finanza del capoluogo piemontese.
Il fronte Elkann ha già alzato un muro: «John, Lapo e Ginevra Elkann - con l’obiettivo di chiudere rapidamente e definitivamente una vicenda dolorosa sul piano personale e familiare - hanno raggiunto una definizione complessiva con l’Agenzia delle Entrate delle potenziali controversie attinenti agli oneri tributari su di essi potenzialmente gravanti quali eredi di Donna Marella Agnelli. Tale definizione è stata conclusa senza alcuna ammissione neppure tacita o parziale della fondatezza delle contestazioni inizialmente ipotizzate», ha comunicato domenica 13 un portavoce della famiglia. Nel frattempo però bisognerà arrivare a una conclusione della partita penale: «Sono in atto interlocuzioni con la Procura della Repubblica di Torino, il cui esito non è al momento definito», ha specificato la nota della famiglia Elkann.
Per il fronte Margherita si tratta di carte molto importanti in sede civile per il loro contenuto probatorio circa la residenza italiana di Marella, che porterebbe con sé l’applicazione della legge successoria italiana e quindi il rientro di Margherita come erede.
La prospettiva legale degli Elkann punterà invece sulla distinzione tra residenza fiscale e residenza civilistica e a ottenere comunque la dichiarazione - in Svizzera - della validità dei patti successori del 2004 che escludevano Margherita (in cambio di 1,3 miliardi di euro) e il loro riconoscimento in Italia. Insomma la partita dell’eredità - e da lì dell’assegnazione della Dicembre, cassaforte dell’impero Exor - è ancora tutta da giocare. (Riproduzione riservata)