
Non si era mai visto uno botta e risposta pubblico tra madre e figlio nella ventennale contesa giudiziaria sull’eredità di Gianni Agnelli. Ma l’inchiesta aperta dalla procura di Torino, che punta dritta ai contratti e ai documenti che fissano gli attuali assetti della Dicembre, la società semplice alla base dell’impero Exor-Stellantis, e il clamore mediatico che ne è scaturito spingono John Elkann tramite i suoi avvocati a rompere il silenzio. Scatenando anche la replica del fronte della madre, Margherita Agnelli de Pahlen, figlia di Gianni e di Marella Caracciolo.
Le carte che gli inquirenti cercano sono, fra gli altri, gli originali degli atti di vendita della nuda proprietà del 41,5% della Dicembre a John, Lapo e Ginevra Elkann, avvenuta nel 2004 secondo le carte depositate alla Camera di Commercio solo nel 2021. Ma quei documenti con i quali Marella mantiene per sé l’usufrutto sono contestati dai legali di Margherita davanti al giudice di Torino, in quanto non sarebbero validi per l’iscrizione al registro delle imprese, dato che non sono stati depositati in originale o in copia conforme (vedi foto).
La domanda quindi è: dove sono gli originali? Se lo stanno chiedendo anche i magistrati torinesi e la Guardia di Finanza, che stanno cercando anche di ricostruire i passaggi di denaro per il pagamento di quelle quote, circa 80 milioni di euro, che sarebbe avvenuto attraverso conti presso la banca Pictet di Ginevra attraverso una fiduciaria dove sia i tre Elkann sia Marella avrebbero avuto posizioni aperte. Da qui il sospetto di Margherita che il pagamento non ci sia effettivamente stato; e questo renderebbe nulle le tre compravendite.

Troppi sospetti, troppe illazioni, troppe prime pagine dei giornali sulla rivelazione di un’indagine a suo carico, insieme con il commercialista Gianluca Ferrero e il notaio svizzero Urs von Grünigen; così ieri il presidente di Stellantis e ceo di Exor ha fatto rilasciare al suo team legale una lunga nota per contestare i venti anni di «persecuzione» nei tribunali italiani e svizzeri con affermazioni «calunniose» da parte della madre Margherita, rimasta fuori nel 2004 dalla successione del padre,quella futura della madre in cambio di 1,3 miliardi di euro, salvo poi contestare sia il resoconto del patrimonio paterno sia gli accordi stessi.
Da ultimo Margherita ha presentato perfino un esposto penale alla procura di Torino per irregolarità fiscali sulle tasse non pagate da Marella in Italia, dove sarebbe stata effettivamente residente, rispetto a quella formale in Svizzera. Un procedimento che si affianca – e che potrebbe portare documenti utili – alla causa civile in corso a Torino per l’invalidità o l’annullamento dell’accordo transattivo e del patto successorio del 2004 e poi dei testamenti della madre, scomparsa nel 2019, redatti in Svizzera.
I legali di John Elkann parlano di «pervicace reiterazione ed evidente strumentalità» delle azioni civili e penali, tanto che stanno «svolgendo ogni opportuno approfondimento per dimostrare la calunniosità delle accuse rivolte da Margherita Agnelli a suo figlio». Insomma, potrebbe arrivare anche una denuncia penale contro la figlia dell’Avvocato.

«L’esposto, di cui non si conosce ancora l’esatto contenuto, è l’ultimo di una lunga serie di iniziative giudiziarie che Margherita Agnelli ha esercitato da ormai venti anni in Italia e all’estero», esordiscono gli avvocati Paolo Siniscalchi, Federico Cecconi e Carlo Re. L’avrebbe fatto perché dopo aver accettato la transazione «ritenendo evidentemente critica e incerta la sorte» dell’allora gruppo Fiat ora vorrebbe «beneficiare» del «successo del piano di rilancio della Fiat, al quale non ha contribuito in alcun modo, ma di cui, come madre, dovrebbe gioire ed essere orgogliosa essendone stato il figlio l’artefice principale».
La nuova inchiesta riguarda una «violazione fiscale, a nostro avviso del tutto insussistente per numerose ragioni di fatto e tecniche», continuano i legali. E sottolineano che «l’assunzione della qualità di indagato ha ben scarso significato ed anche dal punto di vista tecnico non costituisce neppure un carico pendente». «Ben più importante è la certezza di essersi comportati correttamente ed avere la consapevolezza di non aver mai alterato i fatti in riferimento alla residenza di Donna Marella».
Come replica l’avvocato di Margherita, Dario Trevisan? «Le sue volontà sono quelle di assicurare un equo trattamento a tutti i propri figli, secondo le norme di legge». Insomma si punta all’eredità e quindi agli assetti della Dicembre, anche se il fronte Elkann ha sempre sostenuto che il controllo di John sulla società non può essere messo in discussione. E aggiunge che «la tutela di tutti i propri figli possa trovare componimento solo nelle aule giudiziarie, non dipende dalla volontà di Margherita Agnelli», ricordando che «proprio nel giorno della morte di Marella Caracciolo, John Elkann, con i suoi due fratelli, abbia promosso un'azione giudiziaria in Svizzera contro la propria madre, prima ancora che fosse sollevata qualsiasi contestazione sull'eredità della nonna, non essendo, a quella data, neppure stato pubblicato alcun testamento». (riproduzione riservata)