Il cda di Eni Plenitude ha approvato l’offerta vincolante per l’acquisto dell’intero capitale di Acea Energia. Dopo il via libera del board della capogruppo Eni, la controllata delle rinnovabili e del retail guidata dal ceo Stefano Goberti fa così la sua mossa per assicurarsi in un solo colpo 1,4 milioni di clienti tra elettricità e gas, la maggior parte dei quali si trovano a Roma, una piazza commerciale particolarmente ambita anche per la percentuale di morosità tra le più basse d’Italia. La conferma è arrivata dalla stessa Acea, con un comunicato emesso mercoledì 4 giugno a borsa chiusa. «Acea comunica di aver ricevuto da Eni Plenitude, in data odierna, una offerta vincolante avente a oggetto l’intero capitale sociale della controllata Acea Energia spa (100% Acea). Acea avvierà quanto prima il relativo processo di valutazione, affinché i competenti organi possano assumere le determinazioni e decisioni del caso».
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’utility guidata dal ceo Fabrizio Palermo riunirà il consiglio d’amministrazione all’inizio deIla prossima settimana per esaminare l’offerta. Il prezzo, che non è stato comunicato ufficialmente, è vicino alla parte alta della forchetta di 400-600 milioni di euro oggetto delle lunghe trattative tra i due gruppi, anticipate da MF-Milano Finanza (qui l’articolo).
La cifra è in linea con le stime di Equita. «Valutiamo l'asset circa 600 milioni di euro, con delle assunzioni medie di circa 400 euro a cliente», calcola la banca d’affari, aggiungendo che «la cessione rappresenterebbe un catalyst positivo per Acea e un ulteriore passo nella semplificazione di gruppo e focalizzazione sulle attività regolate».
Se, infatti, acquisire il settimo operatore italiano per energia venduta consentirebbe a Plenitude di anticipare gli obiettivi di crescita al 2028, l’operazione è coerente anche col piano industriale di Acea, che prevedeva già a inizio 2024 un focus sulla crescita dei business infrastrutturali regolati.
Sempre Equita stima un ebitda complessivo per la controllata di Acea di circa 140 milioni di euro. Dalla relazione del primo trimestre 2025, intanto, emerge che l’ebitda del periodo è passato da 43,4 milioni a 50,5 milioni di euro, con un incremento del 16,3% anno su anno, «grazie ai maggiori margini di vendita dell’energia e all’incremento della customer base sul mercato libero».
Plenitude invece ha totalizzato un ebitda di un miliardo di euro e ha chiuso l’esercizio 2024 con un risultato operativo proforma rettificato di 604 milioni di euro e un utile netto, sempre rettificato, di 311 milioni di euro, in aumento rispettivamente del 17% e del 41% sul 2023. La controllata di Eni ha superato i 4 Gigawatt di capacità installata, con oltre 10 milioni di clienti nel settore retail (8 dei quali in Italia) e più di 21mila punti di ricarica per veicoli elettrici. Gli obiettivi al 2030 prevedono di raggiungere i 15 milioni di clienti, con una tappa intermedia a oltre 11 milioni nel 2028, che sarebbe già automaticamente superata con l’acquisizione di Acea Energia. (riproduzione riservata)