Eni cederà a Kkr il 25% del capitale sociale di Enilive, la società satellite che si occupa di mobilità sostenibile e biocarburanti. La quota passerà di mano per un corrispettivo di 2,938 miliardi di euro, corrispondente a un equity value per il 100% della società di 11,7 miliardi di euro.
L’importo sarà corrisposto in due fasi attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale in Enilive riservato a Kkr pari a 500 milioni di euro, e l’acquisto di azioni Enilive da Eni a fronte del pagamento di 2,438 miliardi di euro.
L’accordo prevede anche che prima del completamento dell’operazione Eni effettuerà un aumento di capitale pari a 500 milioni di euro per azzerare la posizione finanziaria netta.
Kkr aveva manifestato interesse per la società satellite di Eni all’inizio dell’estate e a luglio 2024 gli era stata riconosciuta l’esclusiva. In quella fase si ipotizzava una vendita tra il 20% e il 25% della società sulla base di una valutazione compresa tra 11,5 e 12,5 miliardi di euro. Tra gli investitori l’appetito è tale che il gruppo potrebbe mettere sul mercato un ulteriore 10%. Obiettivo finale è la borsa. Nri piani di Eni, Enilive sarà quotata dopo Plenitude.
Per Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, «questo accordo rappresenta un nuovo e importante passo avanti nella nostra strategia di business legata alla transizione energetica. Enilive, insieme a Plenitude, è fondamentale per il nostro impegno nel fornire soluzioni energetiche decarbonizzate e ridurre progressivamente le emissioni generate dall'uso finale dei nostri prodotti: entrambe le società hanno incontrato un grande interesse da parte di partner internazionali di primo piano e conseguito valutazioni di mercato importanti, e questo significa che c’è apprezzamento per come stiamo affrontando la transizione energetica. Con il supporto di Kkr, Enilive è nelle condizioni di valorizzare i propri ambiziosi piani di crescita e proseguirà nell’offerta di soluzioni reali e scalabili, legate alla transizione energetica».
Anche secondo Stefano Ballista, amministratore delegato della controllata di Eni, «Kkr garantirà supporto al percorso di crescita di Enilive nella transizione verso un'offerta sempre più decarbonizzata per la mobilità sostenibile».
Nell’operazione, Eni è stata affiancata da Mediobanca, Jp Morgan e lo studio Pedersoli Gattai. Con Kkr, invece, Deutsche Bank e Unicredit e Kirkland & Ellis e Gianni & Origoni.
Dalla fibra all’energia, Kkr è sempre più attiva in Italia, dove investe ormai dal 2005. Recentemente ha annunciato il closing dell'acquisizione della rete fissa di Telecom Italia e la sua integrazione in FiberCop, per creare la rete a banda larga più estesa d'Italia.
L’investimento in Enilive sarà realizzato dal colosso del private equity attraverso Global Infrastructure Strategy, la strategia dedicata agli investimenti infrastrutturali di Kkr. La società ha lanciato questa classe d’investimento nel 2008 e da allora è diventata uno degli investitori in infrastrutture più attivi a livello globale, con oltre 73 miliardi di dollari di asset infrastrutturali in gestione. «L’operazione con Eni si allinea perfettamente con la nostra visione di sostenere progetti trasformativi nel settore energetico in Europa», è il commento di Alberto Signori, partner del team European Infrastructure di Kkr, «Grazie alla nostra piattaforma d’investimento globale dedicata al mondo delle infrastrutture ed expertise locale, siamo pronti a sostenere Enilive nell’accelerare il proprio impatto nella decarbonizzazione dei trasporti e ad espandersi a livello internazionale. Siamo entusiasti di contribuire alla crescita e al successo dell’azienda». (riproduzione riservata)