Un buyback per un massimo di 500 milioni di azioni, pari al 4,92% circa del capitale, con un esborso fino a due miliardi di euro. Un anno dopo il suo insediamento al vertice, l’ad di Enel Flavio Cattaneo, porterà questa proposta al voto dell’assemblea degli azionisti, fissata per il 23 maggio 2024. Il piano di riacquisto di azioni proprie figura al terzo punto all’ordine del giorno («Autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie»), e partirà una volta revocato il precedente, che scadrebbe il 10 novembre 2024. Ad oggi Enel possiede poco più di 10 milioni di azioni proprie, appena lo 0,1% circa del capitale sociale. Col piano di buyback tuttora in vigore, a ottobre 2023 sono state acquistate 4,2 milioni di azioni a servizio del piano 2023 di incentivazione di lungo termine destinato al management del gruppo.
Col via libera dell’assemblea, sono previsti un programma di buyback valido per altri 18 mesi e una nuova autorizzazione alla disposizione di azioni proprie senza limiti temporali. Tra le motivazioni c’è ovviamente quella che generalmente il mercato apprezza di più: «offrire agli azionisti uno strumento ulteriore di monetizzazione del proprio investimento». Segue, la necessità di «operare sul mercato in un’ottica di investimento a medio e lungo termine» e naturalmente quella di «adempiere agli obblighi derivanti dal Piano 2024 di incentivazione di lungo termine destinato al management di Enel e/o di società da questa controllate». Nessuna di queste ultime, va detto, possiede azioni della capogruppo.
Ma si apre anche alla possibilità di «eventuali piani di azionariato destinati ai dipendenti», oltre che agli amministratori. Altra motivazione a supporto del buyback, è «sostenere la liquidità del titolo Enel in modo da favorire il regolare svolgimento delle negoziazioni ed evitare movimenti dei prezzi anomali, nonché regolarizzare l’andamento delle negoziazioni e dei corsi, a fronte di momentanei fenomeni distorsivi legati a un eccesso di volatilità o a una scarsa liquidità degli scambi». Numero di azioni e importo massimo del buyback sono indipendenti l’uno dall’altro. Significa che gli acquisti cesseranno una volta che anche solo uno dei due limiti, 500 milioni di titoli e due miliardi di euro di esborso, sia stato raggiunto. In particolare, la provvista massima destinata al piano «non potrà essere ricostituita né integrata con la cessione delle azioni precedentemente acquistate».
Ovviamente, le operazioni di acquisto saranno effettuate nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio, e a questo proposito nei documenti assembleari si legge che le riserve disponibili al 31 dicembre 2023 ammontano a circa 18,37 miliardi di euro. All’assemblea degli azionisti andrà anche la proposta di destinazione degli utili, che ingloba il pagamento di un dividendo complessivo di 0,43 euro per azione (in due tranche) sul 2023. Il saldo di 0,215 euro sarà corrisposto il 24 luglio prossimo. All’utile netto di Enel spa, pari a circa 3 miliardi di euro, si attingerà per la copertura dell’acconto sulla cedola, messo in pagamento il 24 gennaio scorso, per un totale di 2,18 miliardi di euro. Il saldo, invece, verrà coperto solo in parte dall’utile (0,065 euro per azione per circa 661 milioni di euro). Il grosso arriverà dalla riserva disponibile «utili accumulati», con un esborso complessivo di 1,52 miliardi di euro che andrà a coprire gli 0,15 euro per azione restanti. (riproduzione riservata)