Il piano strategico 2026-2028 di Enel è accolto con favore dalla maggior parte delle banche d’affari, che sottolineano target su utile e dividendo superiori alle attese e maggiore visibilità al 2030. Il consenso degli analisti si concentra su una crescita media dell’utile intorno al 5-6% annuo, un rafforzamento del profilo regolato del gruppo e una politica di remunerazione in aumento. Più prudente solo Citi, mentre Barclays ed Equita indicano i target price più elevati. Intanto il titolo alle 12:30 di lunedì 23 febbraio è scambiato a 9,6 euro con un guadagno del 5,7%. Ecco di seguito i commenti delle singole banche d’affari.
Banca Akros conferma buy con target price a 9,7 euro. Il Piano viene giudicato coerente e focalizzato su crescita in mercati stabili, forte spinta su rinnovabili e reti e disciplina nell’allocazione del capitale. Per gli analisti, i 53 miliardi di investimenti previsti nel triennio sosterranno la traiettoria di utile per azione in area 0,80-0,82 euro al 2028 e dividendo in crescita del 6% medio annuo, ritmo superiore alla media di settore secondo la banca.
Barclays definisce il Capital Markets Day «positivamente impressionante» e ribadisce overweight con target price a 10 euro. I target 2026-2028 sono giudicati materialmente superiori al consenso Bloomberg, come l’utile per azione 2028 a 0,80-0,82 euro (+9% sulle attese) e crescita media intorno al 6% annuo fino al 2030. Per la banca, il mercato continua a sottovalutare il potenziale di crescita di reti e rinnovabili, oltre al contributo strutturale della domanda legata ai data center.
Citi mantiene rating neutral con target price a 8,9 euro. La banca sottolinea come il nuovo Piano sposti il focus dall’ebitda all’utile per azione, con target 2028 a 0,80-0,82 euro, circa il 9% sopra il consenso. In evidenza anche la crescita del dividendo del 6% annuo dal livello di 0,49 euro del 2025, con payout intorno al 70% e gli investimenti salgono a 53 miliardi nel triennio 2026-2028, con forte concentrazione sulle rinnovabili. Citi richiama però l’attenzione sulla limitata visibilità delle ipotesi sottostanti (prezzi energia, quadro regolatorio e operazioni straordinarie) e indica come fattori chiave execution e andamento dei tassi.
Equita conferma Buy con il target price più alto a 10,30 euro, il più elevato tra le case considerate. La sim apprezza la crescita media più alta delle attese per l’utile per azione del 5,6% al 2028 (0,80-0,82 euro contro 0,74 euro consensus) e crescita mantenuta intorno al 5% fino al 2030. Il dividendo è previsto in aumento del 6% annuo, con Dps implicito al 2028 di circa 0,58 euro e rendimento vicino al 6,5%. Evidenziata nell’analisi del piano anche la Rab attesa in crescita del 7% annuo fino a 58 miliardi e re-leverage fino a 3x debito/ebitda al 2028. Il fatto che il 90% dell’ebitda di piano sarà coperto da attività regolate o contrattualizzate è considerato un elemento che rafforza la visibilità dei flussi.
Giudizio positivo sul piano da 53 miliardi di investimenti lordi (+23% rispetto al precedente piano), equamente divisi tra reti e business integrato e oltre l’80% del capex concentrato in Europa e Nord America. Per la banca, il piano è convincente e dovrebbe sostenere la reazione del titolo, che sta recuperando la flessione seguita all’approvazione del decreto Energia.
Intesa apprezza l’eps atteso a 0,80-0,82 euro al 2028, circa +9% sopra il consenso, e la crescita del dividendo a 0,57-0,58 euro al 2028, con payout intorno al 70% e rendimento medio intorno al 6%. Bene anche la potenziale capacità aggiuntiva di investimento stimata in circa 15 miliardi.
Mediobanca si concentra invece sulle operazioni annunciate a margine del Piano. L’acquisizione di 830 MW rinnovabili negli Stati Uniti per 1 miliardo di dollari (enterprise value 1,3 miliardi) è ritenuta di dimensioni contenute rispetto al gruppo, con contributo stimato di circa 125 milioni di euro di ebitda a regime e un multiplo intorno a 9x enterprise value/ebitda, in linea col mercato statunitense. L’operazione rafforza l’esposizione a geografie cosiddette Tier 1 (stabili e con forte domanda di elettricità), riducendo la volatilità valutaria dei flussi. Positiva anche la nuova tranche di buyback da 1 miliardo, parte del programma complessivo fino a 3,5 miliardi, varato per aumentare la remunerazione degli azionisti attraverso l’annullamento delle azioni.
Ubs conferma buy su Enel con target price di 10,2 euro. Il piano 2026-2028 viene definito «positivamente sorprendente» su capex ed eps previsto a 0,80-0,82 euro al 2028, con Cagr 5-6% nel 2025-2028 e crescita mantenuta al 6% fino al 2030, ben sopra il 2% atteso in precedenza da Ubs e dal consenso. Apprezzamento anche per il dividendo, atteso in crescita del 6% annuo, in linea con l’utile.
Sul fronte finanziario, Ubs valuta positivamente l’approccio più aggressivo sulla leva: Enel punta a un rapporto debito/ebitda di 3x al 2028, liberando circa 16 miliardi di capacità per investimenti e remunerazione.
Secondo la banca, il titolo tratta a sconto rispetto ai peer europei e offre un profilo rischio/rendimento attraente. (riproduzione riservata)