Elon Musk, insieme al team del Dipartimento per l’Efficienza Governativa (Doge), ha iniziato per conto del presidente Donald Trump una crociata contro le spese delle agenzie governative. Eppure, secondo quanto rivelato da un’esclusiva del Washington Post, proprio Musk con le sue aziende è stato uno dei maggiori beneficiari di aiuti statali, avendo ricevuto nel corso degli anni almeno 38 miliardi di dollari in contratti governativi, prestiti, sussidi e crediti d’imposta, contribuendo a renderlo l’uomo più ricco del mondo.
Nel 2008, quando Tesla era alle prese con forti problemi finanziari, Musk riuscì a ottenere un finanziamento a basso interesse dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Il prestito, che ammontava a 465 milioni di dollari, si rivelò decisivo per il lancio del Model S, il primo modello elettrico di lusso di Tesla. Con il denaro Musk riuscì anche ad acquistare una fabbrica a Fremont, in California.
Ma non si tratta dell’unico finanziamento. Come scrive il giornale americano, Tesla ha beneficiato di numerosi incentivi fiscali e crediti d’imposta sia a livello federale sia statale. Si stima un incasso di circa 11,4 miliardi di dollari grazie ai crediti normativi: fondamentalmente agevolazioni fiscali per i produttori di veicoli a basse emissioni. Inoltre, il governo federale ha concesso un credito d’imposta di 7.500 dollari per ogni veicolo elettrico venduto, rendendo così le automobili Tesla molto più accessibili ai consumatori e quindi sostenendo le vendite del gruppo californiano.
Oltre ai fondi federali, Musk ha beneficiato anche di incentivi a livello statale. In California Tesla ha ricevuto miliardi di dollari in crediti fiscali e sussidi che hanno accompagnato lo sviluppo della produzione di veicoli elettrici e batterie. Il miliardario non ha mai negato che Tesla non sarebbe esistita senza il favorevole ambiente normativo della California.
La casa ha ricevuto anche un pacchetto di incentivi da 1,3 miliardi di dollari dallo stato del Nevada per costruire una gigafactory. Ma anche altri stati hanno contribuito al successo di Tesla, come il New Jersey, che ha offerto incentivi a Musk per la costruzione di impianti di produzione e per l’installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, rivela ancora il Washington Post.
Anche SpaceX, la compagnia spaziale di Musk, ha ricevuto cospicui contratti governativi fin dalla sua fondazione. Nel 2006 la Nasa assegnò a SpaceX un contratto da 278 milioni di dollari per trasportare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. Ma è solo il primo di molti altri, come quello da 1,6 miliardi di dollari assegnato a SpaceX subito dopo il lancio in orbita del Falcon 1 nel 2008.
I fondi hanno permesso a SpaceX di costruire le sue infrastrutture e di sviluppare i razzi Falcon 9, diventati fondamentali per il business dell’azienda. Nel corso degli anni, il supporto finanziario del governo ha permesso a SpaceX di sviluppare una delle flotte di razzi più avanzate e capaci al mondo. Secondo fonti del Washington Post, SpaceX ha ottenuto numerosi contratti, alcuni dei quali classificati, per lo sviluppo e il lancio di satelliti spia per il governo degli Stati Uniti, grazie ai quali avrebbe guadagnato miliardi di dollari. (riproduzione riservata)