Il 5 novembre è sempre più vicino e l’esito delle elezioni americane rimane ancora incerto. I mercati però possono stare tranquilli perché secondo Ubs Asset Management «chiunque diventerà il prossimo presidente erediterà un’economia piuttosto sana». Secondo la Fed il pil del terzo trimestre crescerà del 3,4%, mentre gli utili e le previsioni delle aziende sono positivi.
Buone notizie anche dall’inflazione, che «continua a progredire» e quindi si prospettano «tagli dei tassi ancora di 50 punti base entro la fine del 2024». Per Ubs Am «si tratta di un ottimo contesto per gli asset di rischio, che dovrebbero concludere l’anno con un rendimento positivo a prescindere dall’esito delle elezioni». Ecco quattro potenziali risultati e le conseguenti reazioni dei mercati.
Per Ubs Am un’eventuale onda rossa (vittoria repubblicani) è tra gli scenari più probabili e comporterà una riduzione del gettito fiscale con deficit in aumento. «In tal caso le azioni statunitensi tenderebbero a salire, mentre quelle internazionali sottoperformerebbero per la maggiore incertezza legata ai dazi. Un’onda rossa sarebbe molto negativa per la duration, ma un overshooting dei rendimenti dopo le elezioni potrebbe rappresentare un punto di ingresso interessante per il reddito fisso. Il dollaro probabilmente aumenterebbe».
In caso di vittoria senza la maggioranza alla Camera, «Trump potrebbe comunque realizzare gran parte del suo programma di regolamentazione, con effetti positivi per gli asset di rischio e l’economia. Questo scenario potrebbe portare a una performance di mercato più contenuta rispetto a un’onda rossa. I titoli azionari statunitensi continuerebbero a sovraperformare e il dollaro dovrebbe rafforzarsi, ma meno. Ci sarà tuttavia una minore espansione fiscale. Di conseguenza la duration dovrebbe subire una minore pressione al ribasso».
Lo scenario opposto è quello di una vittoria di Harris con un Congresso sempre diviso. Per Ubs Am questa eventualità «rappresenterebbe in larga misura uno status quo per economia e mercati». Una vittoria democratica dovrebbe portare a una certa correzione sui prezzi ed è probabile che i titoli azionari internazionali, molto più economici di quelli statunitensi, sperimentino un rally di sollievo grazie alla forte riduzione del rischio sui dazi. Anche il dollaro e i rendimenti potrebbero scendere.
Un’onda blu per Ubs Am è l’esito meno probabile. I rischi in questo caso sono meno legati alla prudenza fiscale e a politiche sfavorevoli per le azioni statunitensi. «L’indebolimento del dollaro, dovuto al minor rischio di dazi, potrebbe compensare in parte, ma l’aumento delle imposte sulle società peserebbe sugli utili aziendali». Questi fattori aumenteranno la probabilità che i titoli azionari americani sottoperformino il resto del mondo. (riproduzione riservata)