Due anni per costruire un polo editoriale. O, per meglio dire, un doppio polo. Da quando i vertici di Edizioni Simone hanno suonato la campanella a Piazza Affari, al termine della cerimonia di ipo sul mercato Egm il 29 dicembre 2023, la società ha cambiato pelle, espandendosi oltre il business tradizionale dei manuali per concorsisti. Nel perimetro della casa editrice napoletana ci sono ora 10 società e marchi che coprono l’ambito giuridico a tutti i livelli, dagli studenti agli accademici e i professionisti della magistratura. In più, in parallelo Simone ha aperto il cantiere di un secondo filone, puntando sull’editoria per bambini con due acquisizioni.
L’ultimo bilancio della casa editrice, relativo all’esercizio 2024, riporta un valore della produzione di 17,6 milioni di euro con un utile netto di quasi 900 mila euro. Nei primi sei mesi del 2025 il gruppo ha però registrato un calo dei ricavi, pari a 7 milioni (-21%), e una perdita di circa 570 mila euro. Il rosso è frutto di una dinamica sfavorevole nel settore dei concorsi pubblici: l’avvicinarsi della fine del Pnrr ha fatto sì che fossero bandite numerose selezioni a poca distanza l’una dall’altra.
Le uscite così ravvicinate, anziché sostenere le vendite, hanno avuto un effetto negativo: i candidati - si legge nella relazione finanziaria di metà anno di Simone - sono stati costretti a scegliere su quali bandi concentrarsi e in media hanno acquistato un solo libro, mentre i margini del gruppo sono così stati erosi dalla parcellizzazione della produzione di manuali per tanti piccoli concorsi. Di conseguenza, l’ebitda è sceso da 1,1 milioni del primo semestre 2024 a circa 390 mila euro al 30 giugno 2025.
Al di là di questo trend atipico nel settore dei concorsi pubblici, che dovrebbe tornare alla normalità dopo la fine del Pnrr a giugno, la casa editrice si è strutturata per presidiare tutto il comparto giuridico. Il marchio storico, Edizioni Simone, rimane il punto di riferimento per studenti e concorsisti. Dopodiché, la nuova struttura - presentata alla fine dello scorso anno agli investitori - ha altre due gambe: Dike Giuridica, che si rivolge a professionisti e aspiranti magistrati, e Il Foro Italiano, rivista per accademici e studiosi di diritto. Poi c'è il business della formazione, in cui Simone è entrata nel 2025 con l’acquisizione del 100% della newco Dike Formazione per 2,3 milioni.
Accanto all’attività di m&a, il gruppo ha effettuato una serie di investimenti in tecnologia per affiancare ai classici manuali libri interattivi, e-book, webinar, app, simulatori e altri strumenti digitali per lo studio, mentre è in fase di realizzazione una banca dati giuridica.
La maggior parte del fatturato di Simone deriva ancora dal settore giuridico professionale, con l’83% dei ricavi legati a questo comparto nel primo semestre 2025. Tuttavia, si tratta di un ambito molto esposto a fluttuazioni e fattori esterni, legati alla pubblicazione dei concorsi nei tempi attesi. Per questo Simone ha iniziato a muoversi anche in un segmento più costante come la narrativa per bambini.
In questo filone la prima mossa è stata l’acquisizione del 51% del marchio Topipittori a giugno 2025, seguita dall’acquisto della maggioranza della casa editrice francese Éditions Mémo. L’obiettivo è costruire un secondo polo in grado di dare stabilità e diversificare il business. Intanto in borsa Simone scambia intorno a 1,45 euro per azione, a fronte di un prezzo di ipo di 2 euro. (riproduzione riservata)