Daniel Kretinsky si rafforza in Francia. Dopo quasi un mese e mezzo di trattative in esclusiva il miliardario ceco dell’energia, patron del gruppo Eph e già azionista con il 49% di Le Monde, ha strappato a Vivendi un’opzione di acquisto per Editis, la seconda casa editrice transalpina. Secondo indiscrezioni il deal potrebbe aggirarsi sui 700 milioni di euro.
L’accordo fra la media company francese controllata dalla famiglia Bollorè e International Media Invest (Imi), filiale della holding Czech Media Invest (Cmi) di Kretinsky, s’inserisce all’interno dell’operazione dello scorso anno Vivendi-Lagardére. Il gruppo francese, che è anche primo azionista di Tim e secondo socio di Mfe, ha completato l’opa nei confronti di Lagardére arrivando al 57,3%. Per completare l'operazione serve però il via libera dell’Antitrust Ue che ha messo nel mirino la fusione fra i due grandi gruppi editoriali, dato che per giro d'affari terrebbe a eccessiva distanza Madrigali (Gallimard e Flammarion).
Editis è il secondo editore francese dietro ad Hachette (in pancia a Lagardére), primo player transalpino nel mondo dei libri con 2,6 miliardi di ricavi e terzo gruppo mondiale. Bruxelles ha tempo fino al 23 maggio per approvare o respingere l’acquisizione di Vivendi.
Con il deal, anche questo soggetto al disco verde comunitario, Kretinsky aumenterà il proprio peso nei media francesi: oltre a Le Monde, è presente nel Paese con Cmi France che ha in portafoglio Elle, Télé 7 jours, e Marianne, ha salvato il quotidiano Liberation per 15 milioni e possiede oltre il 5% dell’emittente Tf1.
Sempre in Francia Kretinsky, che ha in tasca anche il 10,6% di Casino tramite Ep Global Commerce, punta a prendere il controllo del settimo gruppo nazionale della grande distribuzione. Con una lettera d’intenti, il magnate ceco ha proposto ieri di sottoscrivere un aumento di capitale riservato da 750 milioni (su un totale di 1,1 miliardi) per rafforzare la catena dei supermercati, con problemi di debito e di liquidità e finita nel mirino delle agenzie di rating. In tre anni Casino ha perso l’80% in borsa. (riproduzione riservata)