Il debutto di Kevin Warsh come presidente della Federal Reserve dopo l’era di Jerome Powell avviene in un clima di tensione tra le sue visioni personali e il contesto macroeconomico, come spiegato da Raphael Olszyna-Marzys, international economist di J. Safra Sarasin.
Se da un lato Warsh sostiene che l’intelligenza artificiale avrà un effetto disinflazionistico e permetterà tassi più bassi nel lungo periodo, dall’altro il Fomc è sempre più orientato verso posizioni hawkish, cioè restrittive.
Nella prossima riunione della Fed del 16-17 giugno, Safra Sarasin prevede che il tasso di riferimento rimarrà invariato, ma con un cambiamento significativo nella comunicazione: l’orientamento dovish (accomodante) potrebbe essere abbandonato. La svolta è dovuta al numero crescente di membri del comitato preoccupati che l’inflazione possa ripartire, alimentata anche dalle tensioni geopolitiche come il conflitto in Iran.
Le aspettative per i tassi d'interesse si stanno spostando verso l'alto. Il nuovo «dot plot», ossia il grafico che indica le previsioni dei membri Fed, difficilmente indicherà tagli per quest’anno; anzi, non si escludono ipotesi di ulteriori rialzi, con tassi che potrebbero restare elevati fino al 2028.
Questo irrigidimento è figlio di una revisione al rialzo delle previsioni sull'inflazione. L’inflazione pce ha già toccato il 3,8% ad aprile, trainata dai prezzi del petrolio e dalle pressioni sulle catene di approvvigionamento globali. Anche l’inflazione «core» crescerà con costi legati alla guerra e dagli investimenti nelle infrastrutture per l’AI.
L’economia statunitense mostra comunque segnali di resistenza. Tra questi, l’esperto annovera i consumi solidi, a indicare i rimborsi fiscali e l’effetto ricchezza derivante dal rialzo dei mercati azionari che sostengono la spesa delle famiglie. Anche gli stessi finanziamenti all’intelligenza artificiale contribuiscono a trainare l’occupazione. La disoccupazione potrebbe inoltre essere rivista al ribasso (verso il 4,2-4,3%), con un rapporto tra offerte di lavoro e disoccupati tornato ai massimi da inizio 2025.
La bilancia dei rischi della Fed si è spostata, dato che i timori per il mercato del lavoro si sono attenuati, mentre crescono quelli per un’inflazione persistente. La prossima mossa della Fed sembra dunque essere più probabilmente un rialzo dei tassi che un taglio. Nel frattempo, c’è attesa su come Warsh gestirà la sua prima conferenza stampa. (riproduzione riservata)