Si torna a parlare della vera identità dell’inventore del bitcoin, nascosta dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Questa volta la rivelazione è del New York Times, che con un’inchiesta condotta dal giornalista premio Pulitzer John Carreyrou, sostiene che si tratterebbe dello scienziato informatico britannico Adam Back, ceo di Blockstream, azienda di sviluppo di infrastrutture per bitcoin e tecnologia blockchain.
L’indagine scava nel profondo e prende in esame vecchie mailing list degli anni ‘90. In queste Adam Back è l’unico a condividere le abitudini di scrittura di Satoshi Nakamoto, come l’alternanza tra «e-mail» e «email», nonché l’uso di ortografie britanniche rispetto a quelle americane. In comune con Nakamoto c’è anche la specializzazione: i due possiedono le stesse conoscenze informatiche e sono esperti di C++, il linguaggio con cui è scritto il bitcoin.
Un punto importante è che Back è noto soprattutto per aver ideato nel 2000 Hashcash, considerata la prima criptovaluta della storia (anche se non strutturata come una moderna cripto). Secondo il giornalista Carreyrou lo scienziato britannico non si sarebbe limitato a Hashcash, ma avrebbe costruito l’intero sistema.
A rinforzare la tesi sono infine le discussioni condotte da Back in maniera costante sul contante digitale per oltre un decennio, per poi calare nel silenzio con l’emergere di Satoshi e tornare contestualmente all’addio ufficiale del Nakamoto nel 2011.
Sarebbe dunque Back il vero autore del famoso White Paper intitolato Bitcoin: A Peer-To-Peer Electronic Cash System, il documento di nove pagine pubblicato il 31 ottobre 2008 in una mailing list di crittografia online destinato a rivoluzionare il concetto di denaro per introdurne uno nuovo in valuta digitale, senza confini e protetto da crittografia, fuori dal controllo delle banche.
L’ipotesi che Back fosse Nakamoto girava già da tempo tra gli esperti di cripto. Ma la smentita del ceo di Blockstream è arrivata presto tramite un post su X, in cui Back ha affermato di non essere Satoshi, ma solo «uno tra i primi a concentrarsi con estrema attenzione sulle implicazioni sociali positive della crittografia, della privacy online e della moneta elettronica». (riproduzione riservata)