L'Eba ha pubblicato i risultati degli stress test. Secondo i risultati, in uno "scenario molto avverso" le maggiori banche europee brucerebbero 265 miliardi di capitale e vedrebbero l'esposizione al rischio lievitare di 868 miliardi, ma nonostante questi scossoni manterrebbero complessivamente un coefficiente patrimoniale prudenziale (Cet1) superiore al 10%.
Nello scenario avverso dello stress test dell'Eba, Mediobanca vede il suo Cet1 fully loaded ratio, principale indicatore di solidità patrimoniale di una banca, passare dal 14,51% di fine 2020 al 9,73% del 2023. La dotazione di capitale con cui Piazzetta Cuccia esce dallo scenario avverso è la più alta tra le cinque banche italiane che hanno preso parte all'esame.
Pesanti ricadute sul coefficiente patrimoniale di Mps nello "scenario avverso" degli stress test dell'Eba: dal 9,86% di partenza il "Fully loaded Common Equity Tier 1 ratio", secondo la simulazione, calerebbe al 5,04% a fine 2021, al 2,47% nel 2022 e a meno 0,10% nel 2023.
Intesa Sanpaolo supera invece lo stress test dell'Eba con un calo del coefficiente patrimoniale Cet1 "fully loaded" sostanzialmente in linea con la media generale: dal 14,04% di fine 2020, al 10,06% del 2021, al 9,66% del 2022 e al 9,38% del 2023.
Banco Bpm nello scenario avverso dello stress test vedrebbe invece ridursi il Cet1 fully loaded dal 13,23% del 2020 al 7,02% del 2023.
UniCredit mostra nello stress test dell'Eba un calo del coefficiente patrimoniale di poco superiore alla media europea nel caso dello scenario avverso: dal 15,14% di fine 2020, la voce scende al 10,28% nel 2021, al 9,68% nel 2022 e al 9,22% nel 2023. Con un comunicato, UniCredit ha precisato che lo stress test europeo 2021 non prevede una soglia di "pass-fail", ed è invece pensato per essere utilizzato come un'importante base di informazioni ai fini del processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory review and evaluation process, Srep). I risultati quindi aiuteranno le autorità competenti a valutare la capacità di Unicredit di soddisfare i requisiti prudenziali in scenari avversi. Lo stress test è stato condotto assumendo un bilancio statico a fine dicembre 2020 e quindi non tiene conto di future strategie di business e altre azioni manageriali e, puntualizza la banca, non rappresenta un'indicazione dei futuri profitti di UniCredit. (riproduzione riservata)