Le tecnologie blockchain entrano nel mercato italiano delle cartolarizzazioni. doValue, uno dei principali provider europei di servizi finanziari integrati e credit management, ha annunciato una partnership strategica con Weltix, infrastruttura italiana indipendente autorizzata da Consob per la gestione digitale dei private asset, con l'obiettivo di applicare la tecnologia Distributed ledger technology (dlt, cioè registri distribuiti simili alla blockchain) alle operazioni di securitisation.
L'iniziativa, tra le prime nel panorama nazionale, consentirà ai clienti di doValue – banche, intermediari finanziari, investitori istituzionali e imprese – di accedere a una nuova modalità di emissione e gestione dei titoli di cartolarizzazione attraverso registri distribuiti. I titoli potranno essere emessi, custoditi e trasferiti in forma nativamente digitale, mantenendo la piena validità giuridica prevista dalla normativa vigente.
L'operazione si fonda sulla combinazione delle competenze dei due partner. Da una parte doValue mette a disposizione la propria esperienza nella strutturazione e gestione di operazioni complesse di credito e cartolarizzazione, facendo leva su 136 miliardi di euro di asset in gestione. Dall'altra Weltix fornisce l'infrastruttura tecnologica autorizzata da Consob come responsabile del registro Dlt (autorizzazione n. 23641), elemento chiave per la digitalizzazione degli strumenti finanziari.
Secondo le società, il nuovo modello operativo consentirà di semplificare i processi di emissione e settlement, riducendo tempi e costi associati alle strutture tradizionali. Un vantaggio rilevante per le operazioni di dimensione medio-piccola, spesso penalizzate da costi di strutturazione elevati. «L'emissione di asset digitali nativi significa offrire ai nostri clienti un servizio aggiuntivo, efficiente e regolamentato, che amplia la nostra suite e conferma la nostra vocazione a essere il provider di riferimento per chiunque debba gestire o valorizzare il credito in Italia e in Europa», ha dichiarato Armando La Morgia, chief business development officer di doValue Italia.
Dal lato degli investitori, la tokenizzazione dei titoli promette maggior trasparenza, migliore tracciabilità delle operazioni e una più rapida esecuzione delle attività di regolamento. Per emittenti e intermediari, invece, la piattaforma offre una governance dei dati integrata e processi operativi più efficienti, in un contesto pienamente conforme alle regole di mercato.
«La collaborazione con doValue rappresenta un primo passo concreto verso l'evoluzione dei modelli di gestione dei private asset e dimostra come l'adozione delle tecnologie Dlt possa generare valore tangibile per emittenti, intermediari e investitori», ha commentato Antonio Chiarello, fondatore e ceo di Weltix.
L'accordo si inserisce nella strategia di diversificazione che doValue sta accelerando negli ultimi anni, ampliando il proprio raggio d'azione oltre il tradizionale business del credit management. Il gruppo punta, infatti, a rafforzare la componente tecnologica e digitale della propria offerta, affiancando ai servizi di servicing e gestione del credito nuove soluzioni a valore aggiunto per il mercato dei capitali.
Una direzione già evidenziata dalla recente acquisizione di coeo, operatore europeo specializzato nella gestione di crediti non finanziari attraverso piattaforme basate sull'intelligenza artificiale e presente in Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito e nei principali Paesi nordici.
Con l'introduzione delle cartolarizzazioni digitali, doValue scommette ora su un segmento che potrebbe contribuire all'evoluzione dell'intero mercato italiano della finanza strutturata, favorendo una maggior efficienza operativa e l'ingresso di nuove categorie di investitori in un settore tradizionalmente caratterizzato da una complessità elevata.
A Piazza Affari il titolo doValue l’8 giugno è salito in chiusura dello 0,37% a 2,194 euro. Ma negli ultimi tre mesi ha perso il 3,6%, complice Actusraypartners che lo scorso 3 giugno ha aumentato la sua posizione corta nella società del 11,9%, portandola a 1,79 milioni di azioni, pari allo 0,94% del capitale sociale.
Secondo le comunicazioni regolamentari, almeno due investitori detengono posizioni corte sul gruppo con sede a Verona. Complessivamente, le posizioni short comunicate al mercato ammontano a 4,54 milioni di azioni, equivalenti al 2,39% del capitale in circolazione. La maggior posizione ribassista è detenuta da Capital Fund Management con 2,76 milioni di azioni vendute allo scoperto, pari all'1,45% del capitale di doValue.
L’azione tratta a un multiplo ev/ebitda adjusted 2026/2027 di 4,5x/4,2x con un rendimento medio del free cash flow del 15% nel prossimo triennio. Equita ha un rating hold con un target price a 2,70 euro. Il consenso Bloomberg vede 5 rating buy, 1 hold e 0 sell con un prezzo obiettivo medio a 3,32 euro che implica un potenziale upside del 50% circa rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)