Donald Trump è in carica da meno di 24 ore ma il suo ritorno alla Casa Bianca – con tanto di promesse roboanti su nuovi dazi verso tutti i paesi –ha già messo in fibrillazione aziende e governi in diverse parti del mondo. Tra le società più colpite dalle tariffe che il tycoon ha intenzione di imporre arrivano le prime reazioni: Samsung Electronics e Lg starebbero valutando di lasciare il Messico, dove entrambe producono televisioni e altri elettrodomestici che poi importano negli Stati Uniti.
Se il neo-presidente degli Usa manterrà ciò che ha detto nel discorso di insediamento, dal 1° febbraio all’import dal Messico saranno applicati dazi del 25%. La stessa tariffa prevista per il Canada. Per le merci in arrivo dalla Cina, invece, si salirebbe al 60%. Agli altri paesi, Unione Europea inclusa, si dovrebbe, invece, applicare il 10%.
In questo contesto, le coreane Samsung e Lg stanno valutando alternative alla produzione in Messico. Nello specifico, secondo la stampa sudcoreana, Samsung potrebbe spostare la produzione di asciugatrici dal Messico allo Stato americano del South Carolina, mentre per i frigoriferi di Lg l’alternativa sarebbe la fabbrica della compagnia in Tennessee, che fa lavatrici e altri elettrodomestici. Entrambe le società hanno dichiarato che intendono monitorare la situazione e decidere in un secondo momento come distribuire la produzione tra i vari stabilimenti di cui dispongono in diversi paesi.
Nel comparto elettronico, oltre a Samsung e Lg, dazi del 25% sull’import dal Messico colpirebbero anche la taiwanese Foxconn, che sta costruendo un’AI factory proprio in Messico insieme a Nvidia, il colosso americano dei chip. Infine Leonovo: il gruppo cinese produce nella fabbrica di Monterrey (Messico), ampliata nel 2021, server e diversi prodotti per data center.(riproduzione riservata)