House of Doge è diventata azionista di maggioranza della Triestina. Ma per la squarda di calcio non si tratta di un nostalgico ritorno alla Serenissima, bensì dell’ingresso nel mondo delle criptovalute. Perché House of Doge è il braccio operativo della Dogecoin Foundation, la fondazione della criptovaluta un tempo esaltata da Elon Musk con una serie di storici meme.
Dogecoin è la prima nata fra le meme coin, lanciata nel dicembre 2013 dagli ingegneri informatici Billy Markus e Jackson Palme. Il loro era un modo di prendere in giro la mania del tempo, le Ico, ovvero il lancio di improbabili criptovalute pubblicizzate con grande serietà e vanto di innovazioni tecnologiche. Dogecoin era invece dichiaratamente solo il meme di un cane di razza shiba inu. Incredibilmente, la cripto ha avuto un successo tale che non poteva essere più solo uno scherzo. Ora ha una capitalizzazione di mercato di 40,7 miliardi di dollari e investe anche nell’economia reale (alle 19 ora italiana Dogecoin saliva dell’8,6% a 0,2714 dollari.
«Il nostro investimento in US Triestina Calcio 1918», ha dichiarato Marco Margiotta, ceo di House of Doge, «va ben oltre il calcio. Si tratta di connettere la comunità globale di Dogecoin con uno dei club più storici d’Europa e dimostrare che gli asset digitali possono generare valore, cultura e passione nel mondo reale. Allo stesso modo, vogliamo rafforzare il legame tra il club e la città di Trieste, celebrandone la ricca storia e la vivace comunità locale. Unendo i fedeli tifosi della Triestina con la rete globale di Dogecoin, puntiamo a creare un movimento condiviso che unisca l’orgoglio locale con l’innovazione globale. Questo è il primo passo per portare lo spirito di Dogecoin nel cuore del gioco più popolare al mondo». (riproduzione riservata)