Il risiko delle poltrone pubbliche continua tra stalli, veti e rinvii per il governo Meloni. Questa volta il protagonista è l’Enac, il garante pubblico della sicurezza nei cieli. Nella bozza del dl Pa, visionata da MF-Milano Finanza e attesa oggi (4 agosto) in consiglio dei ministri, è prevista la nomina di un commissario straordinario per guidare l’Enac, come anticipato da questo giornale giovedì 16 luglio.
Il mandato (quinquennale) del presidente Pierluigi Di Palma, è scaduto il primo luglio ma resterà in carica, potendo adottare solo «atti di ordinaria amministrazione» o «urgenti e indifferibili», fino al 15 agosto. Di fronte alla difficoltà di trovare un sostituto il governo, con il commissariamento di superebbe lo stallo nella nomina del successore ed evitare che l'ente operi con poteri ridotti. Anche perché il processo (ordinario) di selezione del presidente dell’Enac è lungo: il ministro dei Trasporti Matteo Salvini deve proporre un candidato che il Cdm deve approvare; la palla passa al Parlamento con i pareri delle commissioni Trasporti, dopo i quali il Cdm deve dare l’ok definitivo. Infine la nomina viene formalizzata con un decreto del presidente della Repubblica.
Il dl Pa prescrive che «con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze, sarà nominato un commissario straordinario dell'Enac con i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e con il compito di assicurare il necessario presidio dell'ente».
Il commissario straordinario viene nominato nelle more dell'adozione di una disciplina organica di riordino dell'ente, «anche in considerazione della necessità di ridefinire le funzioni del medesimo ente, i compiti di indirizzo, vigilanza e controllo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su di esso, nonché al fine di conseguire maggiore efficienza organizzativa».
Il Commissario andrà a sostituire tutti gli organi dell’Enac: il presidente, il consiglio di amministrazione, il collegio dei revisori dei conti, il direttore generale. E, si legge nella bozza del decreto legge, «rimane in carica fino alla data di entrata in vigore della disciplina organica di riordino, e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto». A sua volta, il Commissario dovrà nominare, «con proprio provvedimento, un sub-commissario, sentito il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti». (riproduzione riservata)