Il decreto-legge Milleproroghe approda in Aula al Senato con diverse novità e qualche promessa rimangiata. Sul testo il governo porrà la questione di fiducia per abbreviare l’iter: il 18 il provvedimento arriverà in Aula alla Camera per la seconda lettura, per riuscire a rispettare la scadenza per la sua conversione del 25 febbraio. Diverse le novità rispetto al testo base, approvato dal consiglio dei ministri il 9 dicembre, che contiene tra le altre cose lo stop alle multe per i no-vax e la proroga dello scudo erariale.
Sul filo del rasoio è arrivata in Commissione Affari costituzionali del Senato la riformulazione dei relatori dell'emendamento sulla rottamazione quater: vengono riaperti i termini della rottamazione quater per coloro che avevano già aderito alla definizione agevolata delle cartelle ma sono decaduti non riuscendo a pagare - o avendolo fatto in ritardo - le rate, potrà essere riammesso inviando la dichiarazione entro il 30 aprile 2025.
Nel dettaglio, limitatamente ai debiti compresi nelle dichiarazioni precedentemente effettuate, i debitori che alla data del 31 dicembre 2024 sono incorsi «nell'inefficacia della relativa definizione a seguito del mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, delle somme da corrispondere per effetto dell'adesione alla predetta procedura di definizione agevolata, possono essere riammessi alla medesima rendendo, entro il 30 aprile 2025».
Viene eliminata invece l'estensione dei termini per usufruire del concordato preventivo biennale prevista da un emendamento dei relatori poi ritirato.
Salta invece la richiesta di un ulteriore slittamento dell'obbligo per le aziende di assicurarsi contro le calamità: per mettersi in regola con l'obbligo di stipulare contratti assicurativi per rischi catastrofali le aziende hanno tempo fino al 31 marzo 2025, termine previsto dal testo base del Milleproroghe che aggiorna la precedente scadenza del 31 dicembre 2024.
Gli emendamenti della maggioranza e dell'opposizione che chiedevano di rinviare ulteriormente i tempi sono state ritirate o respinte. In particolare è stato ritirato l'emendamento del gruppo Civici d'Italia-Noi Moderati-Udc-Maie, che proponeva lo slittamento al 30 giugno 2025, mentre è stato respinto l'identico del M5s, così come quello del Pd che chiedeva la proroga fino a fine anno.
Con l’ok a un emendamento di Forza Italia slitta di due anni, al 31 dicembre 2027, la costituzione della consulta dei tifosi nei cda delle società sportive. Se il testo base de decreto spostava il termine dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2025, e FI chiedeva inizialmente di arrivare a fine 2028, si è trovata una mediazione tra le fila della maggioranza.
La proroga della sugar tax, la tassa sulle bevande edulcorate che scatterà il primo luglio prossimo, non entra invece nel Milleproroghe, ma il governo promette che il tema verrà affrontato con un altro provvedimento nei prossimi mesi.
Grazie a due emendamenti identici bipartisan è prorogato di tre anni, ossia fino al 2027, il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Richiesta una copertura complessiva di 9 milioni di euro.
Previsto inoltre lo stanziamento di 1 milione di euro in due anni per rafforzare i progetti di prevenzione per il tumore al seno, attraverso screening gratuiti, dopo il semaforo verde in Commissione a Palazzo Madama a due emendamenti identici del Pd e di Iv al dl.
E ancora viene prorogata di un altro anno, per tutto il 2025, la possibilità per la pubblica amministrazione di bandire concorsi, e quindi di assumere, senza l'obbligo preliminare di avviare la mobilità volontaria. Sempre nella pa, inoltre, la durata degli incarichi dirigenziali e direttivi gratuiti per lavoratori in quiescenza potrà essere al massimo di 2 anni, anziché di uno.
Arrivano anche risorse (130 mila euro ciascuno) ai comuni dove sono nati Padre Pio e Papa Giovanni XXIII, Pietralcina e Sotto il Monte Giovanni XXIII, per l'accoglienza dei pellegrini durante il Giubileo. (riproduzione riservata)