Sono 29 le grandi aziende europee che operano nel settore della difesa a livello mondiale. L’annuale classifica di Defense News, aggiornata al 2025, conferma il predominio delle imprese statunitensi, che occupano 51 posti nella graduatoria e mantengono saldamente i vertici grazie a colossi come Lockheed Martin, RTX, Northrop Grumman e General Dynamics.
Ma conferma anche l’Europa è un attore rilevante. La britannica Bae Systems è la prima azienda europea e la sesta a livello globale, seguita da Thales e Airbus Defence & Space, che mantengono posizioni solide grazie ai programmi militari franco-tedeschi e alla crescente domanda interna. Si tratta di segnali che indicano come il Vecchio Continente, pur restando frammentato rispetto alla compattezza industriale americana, stia recuperando terreno, spinto anche dalle politiche dell’Unione europea per rafforzare l’autonomia strategica.
Anche l’Italia recita un ruolo importante. Leonardo si conferma il campione nazionale della difesa e guadagna un posto nella classifica, attestandosi al tredicesimo posto nel mondo. L’azienda guidata da Roberto Cingolani ha visto crescere i ricavi legati al comparto militare, sostenuti sia dall’export sia dalla domanda interna, e consolida così la propria posizione tra i big mondiali del settore. Diversa la traiettoria di Fincantieri: il gruppo navalmeccanico scivola dal 48° al 55° posto, segnalando un momento più complesso in un mercato navale dominato dalla competizione internazionale e da cicli di domanda meno prevedibili.
Nel complesso, gli analisti sottolineano che i margini di crescita saranno più forti nelle tecnologie emergenti: sistemi senza pilota, droni da combattimento, intelligenza artificiale applicata alla sorveglianza e alla difesa cibernetica. È su questo terreno che le imprese europee dovranno misurarsi, cercando di colmare il divario con gli Stati Uniti e contrastando al tempo stesso l’avanzata cinese. Per l’Italia la sfida sarà duplice: mantenere Leonardo tra i leader mondiali e rafforzare il ruolo di Fincantieri in un contesto sempre più competitivo, contribuendo così alla costruzione di una vera industria europea della difesa.
Da sottolineare però come nella terza posizione della classifica mondiale di Defence News sia entrata la cinese China Aerospace Science and Industry Corporation, testimonianza degli investimenti massicci di Pechino in nuove tecnologie militari. La spesa militare globale continua, infatti, a crescere a ritmi che non si vedevano dalla fine della Guerra fredda. Mentre l’invasione russa dell’Ucraina e il conflitto in Medio Oriente si inaspriscono, i governi (europei e non solo) hanno deciso di rafforzare i propri bilanci della Difesa per non farsi cogliere impreparati da nuove minacce.
Nel 2024, sono andati alla difesa 2.700 miliardi di dollari, in aumento del 9,4% rispetto all’anno precedente. Un record che ha spinto anche i ricavi delle prime cento aziende del settore: 661 miliardi di dollari complessivi, con un incremento dell’11% rispetto al 2023. (riproduzione riservata)