«L’Italia è sempre di più fiduciosa che l’Europa allenti le regole fiscali per consentire ai Paesi membri di aumentare le spese militari. Bisogna tenere conto di questa situazione eccezionale». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in un’intervista al Financial Times del 7 febbraio. Quanto all’ammontare delle spese militari, Giorgetti è però stato categorico: arrivare al 5% del pil, come auspicato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è «impossibile».
Il «grave» contesto geopolitico, con la guerra in corso da quasi tre anni in Ucraina, secondo Giorgetti costituisce un’emergenza simile alla pandemia da Covid-19. Durante il Covid Bruxelles ha accettato di sospendere le regole fiscali «perché la situazione era eccezionale», ha aggiunto il ministro, sottolineando che «se tutti i Paesi considerano strategico e cruciale per il futuro dell’Europa rafforzare la difesa, l’Europa deve muoversi in questa direzione. Dobbiamo essere realistici e la realtà è che abbiamo una guerra in Europa e dobbiamo prendere decisioni politiche che tengano conto di questa realtà».
Tuttavia, Giorgetti ritiene «impossibile» che si spenda almeno il 5% del pil per la difesa, come chiesto da Trump, se occorre rispettare le regole fiscali europee. «Se si deve tagliare la spesa sanitaria per spendere nella difesa, è un problema politico. Siamo favorevoli a una politica europea comune per finanziare le spese per la difesa», ha proseguito Giorgetti, precisando che «un'altra opzione è quella di ridisegnare il bilancio europeo per liberare più risorse per la difesa. Se oggi tutti i Paesi decidono che è importante aumentare la spesa per la difesa, allora forse nel bilancio europeo potremmo aumentare questi fondi. L'Europa ha storicamente finanziato l'agricoltura, la coesione, la pesca. Se oggi l'Europa decide che è importante, allora dovrebbe finanziare la difesa». (riproduzione riservata)