Una gestione «innovativa» dei flussi migratori e nuove sinergie nel campo della difesa e della sicurezza. Sono stati questi i due temi centrali dell’incontro svoltosi oggi lunedì 27 ottobre a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il primo ministro ungherese Viktor Orbán.
Il colloquio, fa sapere Palazzo Chigi, ha permesso di approfondire le prospettive delle relazioni bilaterali e di condividere valutazioni sui principali dossier internazionali: dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente, fino ai prossimi passaggi dell’agenda europea.
Sul tavolo anche la sicurezza, in senso militare e di controllo dei confini. La nota della Presidenza del Consiglio parla di un confronto su «iniziative per una gestione efficace e innovativa dei flussi migratori» e sulle «opportunità offerte dallo strumento europeo Safe», il nuovo fondo per la difesa a cui l’Italia ha chiesto 14,9 miliardi di euro.
Entro novembre, Roma dovrà presentare a Bruxelles i propri piani di spesa e i progetti in cui intende investire. E tra questi, dopo l’incontro odierno, una cooperazione con l’Ungheria appare sempre più probabile. I due leader, si legge ancora nella nota, hanno valutato «possibili sinergie a sostegno delle rispettive capacità industriali e tecnologiche».
«Restando forti insieme difenderemo le nostre nazioni», ha scritto Orbán su X al termine del bilaterale, suggellando un asse politico e industriale che si estende dal Danubio al Mediterraneo.
Mentre il vertice era in corso, +Europa ha organizzato un flash mob in Piazza Colonna per protestare contro «chi ha utilizzato di più il potere di veto nel Consiglio europeo, quel potere di veto che la presidente Meloni pochi giorni fa in Parlamento ci ha detto che a lei piace tanto», ha dichiarato il segretario Riccardo Magi. (riproduzione riservata)