Il titolo Diasorin scivola a Piazza Affari sul giudizio molto severo di Deutsche Bank. L’azione il 17 giugno ha perso in chiusura il 2,83% a 64,56 euro, ma nell’intraday ha toccato un minimo a 64,22 euro, livello già visto lo scorso 12 maggio, dopo che la banca d’affari tedesca ha tagliato la raccomandazione da hold a sell, poiché non solo ritiene che la guidance 2026 della società di diagnostica sia a rischio, ma anche che gli obiettivi al 2030 siano troppo ambiziosi.
Diasorin ha previsto per fine anno un’accelerazione significativa della crescita, da una contrazione delle vendite organiche del 3% nel primo trimestre del 2026 a una crescita modesta nel secondo e a un ambizioso +10/12% nella seconda metà dell’anno. Questo trend dipende dal fatto che diversi venti contrari si attenuino dal secondo trimestre in poi, insieme a un confronti più facile e ai contributi rilevanti delle piattaforme Liaison Plex e Nes.
«Tuttavia, molte delle ipotesi sottostanti questo ramp-up nel secondo semestre appaiono incoerenti con i recenti commenti dei competitor, portandoci a mettere in dubbio la fattibilità di questa traiettoria», avverte Deutsche Bank. «Questo combinato con una domanda più debole nell’immunodiagnostica core e con i possibili impatti indiretti del conflitto in Medio Oriente, che restano esclusi dalla guidance aziendale, ci porta a ritenere sempre più probabile un taglio dei target 2026».
Deutsche Bank ritiene altresì che lo stesso consenso sottostimi il rischio di un taglio della guidance 2026. Le stime riviste della banca d’affari sono decisamente al di sotto di quelle del consenso, «con le nostre previsioni di ebitda adjusted nel 2026 a 382 milioni (394 nel 2025, ndr) del 4% più basse rispetto a quelle del consenso e fino al 7% nei tre anni successivi a 408, 437 e 481 milioni, riflettendo una visione più cauta sia sul momentum dei ricavi sia sul trend dei margini».
Non sono in bilico solo gli obiettivi 2026. Diasorin punta a un cagr delle vendite del 6-8% e a un’espansione dei margini di 200 punti base fino a un margine ebitda adjusted del 34-35% entro il 2030. Sebbene i target per immunodiagnostica (crescita mid single digit) e licensed technologies (low-mid single digit) «appaiano ragionevoli, permangono rischi di esecuzione, in particolare legati alla diagnostica molecolare: Diasorin punta a un cagr dei ricavi a doppia cifra elevata, principalmente grazie al ramp-up delle piattaforme recentemente lanciate Liaison Plex e Liaison Nes», spiega Deutsche Bank.
La guidance implica i seguenti ricavi per queste franchise: 305 milioni per quanto concerne il livello più basso del range (cagr del 14%), con 180 milioni dal multiplex e 150 milioni dal Liaison Nes, e 425 milioni (cagr del 22%) sul livello più alto della guidance. «Riteniamo che il cagr del multiplex sia raggiungibile. Tuttavia, restiamo più scettici riguardo ai target di medio termine per il Liaison Nes, target che consideriamo troppo ambiziosi dato il contesto attuale di mercato. Sebbene la piattaforma abbia un potenziale di lungo termine, i tassi di adozione e il contributo ai ricavi ipotizzati dal management appaiono impegnativi», continua il broker.
Sulla base dell’analisi, Deutsche Bank prevede che il business del Liaison Nes genererà tra 97 e 126 milioni di vendite entro il 2030, assumendo una base installata di 4.650-5.250 sistemi e ricavi medi annui per sistema pari a 21.000-24.000 euro. Su questa base, «riteniamo che anche il limite inferiore della guidance di Diasorin appaia ambizioso, mentre il limite superiore sembra difficile da raggiungere. Un potenziale upside rispetto alle nostre stime potrebbe derivare da un’espansione geografica più ampia, ad esempio oltre gli Stati Uniti, dall’ingresso in ulteriori contesti di testing, come le farmacie, o da una crescita più rapida del menu test».
Con Diasorin che tratta a 17x il p/e 2027, implicando un premio del 25% rispetto ai due principali competitor europei, «riteniamo che la valutazione attuale non rifletta adeguatamente i rischi al ribasso sugli utili e sulla guidance 2026. Di conseguenza, ci aspettiamo una sottoperformance del titolo rispetto ai competitor mentre le stime si riallineano», prevede Deutsche Bank che continua ad aspettarsi una crescita delle vendite a un tasso annuo del 3% (vs guidance aziendale del 5-6%) e un margine ebitda adjusted del 31,5% (vs guidance del 32-33%).
Tuttavia, ha tagliato le stime di eps adjusted fino al 9% e alla luce del rischio in aumento sulla guidance 2026, ha ridotto il multiplo p/e target 2027/2028 a 15x (da 16x precedente). Di conseguenza, il target price sull’azione scende da 62 a 58 euro, implicando un downside potenziale del 10,5% rispetto al prezzo attuale del titolo in borsa. (riproduzione riservata)