Il titolo DiaSorin è scivolato sul minimo del 9 aprile a 57,26 euro (52,34 euro il minimo del 2026) dopo che la società olandese di diagnostica molecolare, Qiagen (-10,7% a 29,12 euro), ha annunciato vendite preliminari per il primo trimestre 2026 pari a 492 milioni di dollari, inferiori alle previsioni di 501,5 milioni. L’azione in chiusura il 28 aprile è arretrata del 3,14% a 57,94 euro.
Ma soprattutto Qiagen ha ridotto le stime di crescita delle vendite per l’intero esercizio 2026 a +1/+2% a cambi costanti (consenso +4,9%) rispetto ad almeno il +5% indicato in precedenza. Il downgrade, spiega Equita, riflette aspettative più conservative sulle vendite del test QuantiFeron (ora atteso flat nel 2026), un approccio più cauto dei clienti Life Science negli Stati Uniti e le incertezze geopolitiche persistenti.
Banca Akros nota anche che le vendite dei test QuantiFeron sono diminuite del 5% a cambi costanti rispetto al primo trimestre del 2025, principalmente a causa del calo rilevante della domanda di test per l’immigrazione negli Stati Uniti e in Medio Oriente. I trend sono, invece, rimasti solidi negli altri segmenti di test sui pazienti. -2% le vendite previste per il solo secondo trimestre del 2026 sempre a tassi di cambio costanti.
Tra l’altro il warning di Qiagen segue quello di bioMérieux, ricorda Equita, evidenziando un contesto di mercato complesso per gli operatori della diagnostica. La debolezza della stagione respiratoria era un fattore noto, ma quello che sorprende è il significativo rallentamento delle vendie di QuantiFeron. «Per DiaSorin il test QuantiFeron latent TB, in partnership con Qiagen, è particolarmente rilevante, rappresentando, sulla base delle nostre stime, il 9% del fatturato del gruppo e il 13% del segmento immunodiagnostica», indica Equita.
«Sebbene DiaSorin avesse già fornito indicazioni di una crescita organica negativa delle vendite nel primo trimestre, il calo dei test QuantiFeron potrebbe avere un impatto negativo sui ricavi superiore a quanto già stimato dal consenso di mercato», avverte Banca Akros. «Attendiamo i risultati del primo trimestre, previsti per il 7 maggio, per comprendere eventuali ulteriori impatti dei nuovi scenari geopolitici sulle previsioni per l’esercizio 2026 e per verificare le nostre stime» che per fine esercizio vedono per ora ricavi a 1,230 miliardi di euro, in aumento dagli 1,195 miliardi del 2025, un ebitda anch’esso in crescita a 381 milioni (375 milioni nel 2025) e un utile netto in lieve aumento a 226milioni (da 223 milioni) con un dividendo invariato a 0,12 euro per azione.
Anche Mediobanca Research parla di un «riflesso negativo per DiaSorin» poiché le deboli vendite di QuantiFeron dovrebbero avere un impatto anche sul gruppo italiano. «Ci aspettiamo che il prezzo del titolo rifletta questa notizia il 28 aprile. D’altra parte il test Quantiferon TB è stato un fattore determinante per la crescita delle vendite di DiaSorin negli ultimi anni e si prevedeva una crescita anche nel 2026», precisa la banca d’affari (rating neutral e target price a 78 euro).
In coerenza con i messaggi forniti dal management di DiaSorin in occasione della conference call sui conti del 2025, Equita si aspetta una partenza d’anno debole per la società di diagnostica con un andamento soft per tutte le divisioni: immunodiagnostica: +3,7% a cambi costanti in rallentamento da +7% del 2025 e dal +6% del quarto trimestre dello scorso anno per effetto sia della normalizzazione della domanda di test in Europa sia di condizioni climatiche avverse in Usa come segnalato da Quest Diagnostics e Labcorp; diagnostica molecolare: -8% a cambi costanti penalizzato da una stagione delle malattie respiratorie debole; LTG (Luminex Technology Group): -12% a cambi costanti, complice un confronto sfidante. Il primo trimestre del 2025 aveva infatti beneficiato di una concentrazione di ordini che si era poi normalizzata nel corso dell’anno.
«Ci aspettiamo, dunque, un fatturato di 293 milioni, -1,2% a cambi costanti e -6,4% reported con un impatto dei cambi valutari di -5,2% e un ebitda adjusted di 91,9 milioni, in contrazione del 14,1% con un margine al 31,4%, -280 punti base anno su anno», prevede Equita.
I recenti segnali da Qiagen e bioMérieux per Equita riducono la visibilità sulla guidance 2026 di DiaSorin che assume una forte accelerazione della crescita organica nel resto dell’anno (da -1% nel primo trimestre a una crescita high single digit nei successivi nove mesi).
La guidance 2026 (a cambi costanti) prevede un fatturato in aumento del +5/+6% (+4,5% la stima della sim) e un ebitda margin al 32/33% (32,3% la stima di Equita). La partenza d’anno è soft e richiede una forte accelerazione per centrare la guidance 2025 che dovrebbe essere sostenuta dal Liaison Plex (l’approvazione del pannello GI è attesa nel secondo trimestre) e da Nes (dal terzo trimestre con l’avvio della stagione respiratoria).
I prossimi catalyst rilevanti sono il 12 maggio con il Capital Market Day sulla diagnostica di Roche che potrebbe fornire un aggiornamento sul lancio del test della tubercolosi latente (Equita stima leggermente meno del 10% del fatturato di DiaSorin);
il 20 maggio l’Investor Day di DiaSorin con i nuovi target al 2030.
Si segnala che sul tema del buyback, la seconda tranche da 65 milioni di euro dovrebbe essere avviata dopo l’assemblea degli azionisti del 29 aprile. Le azioni acquistate saranno cancellate. Con DiaSorin che tratta a 14,6x-12,6x il p/e adjusted 2026-2027 e a 8,7x-7,4x l’ev/ebitda adjusted 2026-2027, Equita ha ribadito il rating cauto hold con un target price a 70 euro. Il consenso Bloomberg vede un target price medio a 69,09 euro che implica un margine di apprezzamento rispetto alla quotazione attuale del 19% circa. (riproduzione riservata)