Una riorganizzazione da 1,2 miliardi di dollari per migliorare l’efficienza operativa, rafforzare la redditività e sostenere la crescita nel medio termine. È questa la leva su cui punta Diageo dopo un esercizio fiscale 2026 caratterizzato da risultati in flessione, risentendo soprattutto della debolezza del mercato nordamericano e di alcune componenti straordinarie. Il piano presentato dal gruppo britannico degli spirits è stato accolto positivamente dagli investitori e il titolo si è messo in evidenza nel corso della seduta alla Borsa di Londra dove, nella giornata del 6 agosto, è salito del 5,7% a 1.735 pound, mentre il Ftse 100 si muove sulla parità (+0,13%)
Nell’esercizio chiuso il 30 giugno, Diageo ha registrato ricavi netti pari a 19,64 miliardi di dollari, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Su base organica la flessione è stata del 2%, mentre i volumi sono diminuiti dello 0,4%.
A pesare sui risultati è stata soprattutto la performance della divisione statunitense degli spirits, insieme al rallentamento del segmento dei distillati bianchi in Cina, che ha inciso negativamente sul mix di vendita. Escludendo quest’ultimo business, il gruppo evidenzia che le vendite organiche sarebbero cresciute dell’1,5%.
L’utile operativo si è attestato a 3,16 miliardi di dollari, in diminuzione del 27,2% su base reported, mentre in termini organici è aumentato del 2%. L’utile netto è invece sceso del 22,9%, a 1,95 miliardi di dollari, penalizzato principalmente da oneri contabili straordinari, tra cui gli effetti dell’iperinflazione in Turchia.
L’attenzione del mercato si è concentrata soprattutto sul nuovo programma di riorganizzazione annunciato dal management. L’obiettivo è generare circa 1 miliardo di dollari di risparmi entro i prossimi tre esercizi.
La parte più consistente, pari a 850 milioni di dollari, arriverà dalla revisione del modello operativo, con circa il 40% dei benefici attesi già nell'esercizio fiscale 2027 e il restante nel 2028. A questi si aggiungeranno altri 150 milioni di dollari derivanti da interventi di efficientamento della supply chain. Il costo complessivo dell’operazione è stimato in circa 1,2 miliardi di dollari.
Per l’esercizio fiscale 2027 Diageo prevede un andamento sostanzialmente stabile delle vendite organiche, pur stimando una contrazione delle vendite in Nord America nella fascia delle mid-single digit. Lo scenario incorpora l’ipotesi di un mercato nordamericano in calo del 3%, accompagnato però da un recupero della quota di mercato del gruppo.
Sul fronte della redditività, il management stima una crescita dell’utile operativo organico compresa tra il low e il mid-single digit, grazie anche ai primi benefici del piano di efficientamento. Il free cash flow è atteso intorno ai 2 miliardi di dollari, nonostante circa 850 milioni di dollari di esborsi straordinari legati alla ristrutturazione.
Il rapporto tra debito netto ed Ebitda dovrebbe inoltre attestarsi verso il punto medio del target compreso tra 2,5 e 3 volte, assumendo il completamento delle operazioni relative a East African Breweries e Royal Challengers Bengaluru.
Nel medio termine il gruppo conferma l’obiettivo di tornare a una crescita strutturale del business. Fino all’esercizio fiscale 2029 Diageo prevede un incremento annuo composto delle vendite organiche nella fascia bassa della singola cifra, sostenuto dalla stabilizzazione e dal recupero della quota di mercato in Nord America.
L’utile operativo organico è atteso crescere nella fascia media della singola cifra, beneficiando dei risparmi generati dal piano e di un mix di vendita più favorevole, mentre l’utile per azione a cambi costanti dovrebbe aumentare a un ritmo superiore rispetto all'utile operativo. (riproduzione riservata)