Potrebbe costare caro a un altro big del settore l’impiego di lavoratori nella logistica italiana tramite cooperative. A pochi anni dal caso Ceva Logistics (azienda nel frattempo rimessa in regola e ripartita sotto il controllo della francese Cma Cgm), al centro di un caso simile su cui indaga la procura di Milano è ora finita Dhl Supply Chain. Nell’ambito dell’operazione «Mantide» il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato d’urgenza 20 milioni di euro a Dhl Supply Chain Italy per una presunta maxi frode sull’Iva. Dall’inchiesta sarebbe emerso che, attraverso società di intermediazione e finte cooperative, sarebbero stati creati meri serbatoi di manodopera, ossia lavoratori della logistica a cui le società intermediarie, tra l’altro, non versavano in gran parte i contributi. Il sequestro d’urgenza è stato firmato dal pm di Milano Paolo Storari, del dipartimento guidato dall’aggiunto Maurizio Romanelli. Secondo quanto ricostruito, per avere serbatoi di manodopera la società del gruppo Dhl si interfacciava con un consorzio cui facevano capo società intermediarie che assumevano formalmente i lavoratori. Tramite un giro di false fatture, emesse a vantaggio di Dhl, quest’ultima avrebbe abbattuto i propri costi e le altre non versato l’Iva e nemmeno i contributi per i facchini impiegati per conto di Dhl. Ora il sequestro dovrà essere convalidato da un giudice.
Nel caso Ceva, a seguito di una consistente bonifica aziendale il Tribunale di Milano aveva disposto la revoca del commissariamento nel frattempo attuato sull’azienda che aveva potuto così «ripresentarsi sul mercato, con un nuovo modello di gestione orientato a trasparenza e legalità», spiegavano i giudici in un decreto di inizio 2020 che stigmatizzava le criticità dell’intero comparto, a indicare che non si trattava di un caso isolato. Ceva era stata in amministrazione giudiziaria nel maggio 2019 per caporalato e poi liberata per gli sforzi fatti, come introduzione e verifica di nuovi modelli organizzativi, rinegoziazione dei vecchi contratti e tutela dell’occupazione. Il fascicolo Ceva è poi divenuto materiale per l’inchiesta sul mondo della logistica portata avanti proprio dal pm Storari di cui è appena stata scritta una nuova pagina, forse non l’ultima. Sulla vicenda sono intervenuti anche i sindacati: «Da anni denunciamo come dietro le cooperative si nascondano attività illegali e trattamenti indecorosi dei lavoratori. E lo stesso accade nel mondo degli appalti».
(riproduzione riservata)