Il governo Meloni sta cercando i fondi per coprire il decreto Bollette. Parola del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, che parlando a margine della presentazione del rapporto sul nucleare dell’Aie ha confermato la necessità di assumere il provvedimento sulle dinamiche dei prezzi dell’energia.
L’obiettivo del decreto è eliminare il divario fra il prezzo del gas sul mercato europeo e quello sul mercato italiano e ampliare la platea dei beneficiari del bonus sociale. Un primo vertice con tutti i ministri interessati si è già svolto, il 18 febbraio, a Palazzo Chigi alla presenza della premier, Giorgia Meloni, con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, videocollegato da Bruxelles e i colleghi Pichetto Fratin e Foti.
L’incontro con la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia sul tema delle bollette è servito «per presentare cosa stiamo valutando e studiando rispetto al prezzo del gas, dell’energia e a quelle che sono le azioni che possiamo fare», ha spiegato Fratin a margine dell’incontro sul nucleare presso la sede di Confindustria.
Quanto alle coperture, «i problemi sul tema ci sono sempre e di conseguenza è naturale che si debba andare a verificare quella che è la forza di bilancio per poter intervenire. Ed è quello che sta facendo ora il ministero dell’Economia. Vediamo nei prossimi giorni».
Entrando nel merito delle misure del decreto, «stiamo lavorando su tutti i fronti, e quindi sull’abbattimento del differenziale sul ttf e sull’allargamento del bonus energia nel dare una mano alla parte dei fragili che, trovandosi nel mercato dei vulnerabili, si trovano con uno spread».
«Si tratta anche di far fronte a una situazione di mercato che determina oscillazioni enormi per il nostro prezzo dell’energia» a causa della volatilità del prezzo del gas. «Se pensiamo che nel giro di tre giorni c'è stato un movimento di 10 euro, vuol dire 20 euro sul prezzo dell'energia. Un importo rilevantissimo», ha osservato Pichetto, ribadendo che «ci vuole massima cautela e attenzione». E sulle tempistiche, il ministro ha risposto: «Siamo al 20 febbraio, vediamo quanto ci mettiamo». (riproduzione riservata)