L’Italia è passata di crisi in crisi negli ultimi 15 anni «perché siamo condizionati dalla dimensione del debito estremamente elevata». Quindi l’invito «caldo, pur se può sembrare banale, è continuare in modo determinato a ridurre il debito pubblico italiano perché un livello più gestibile di indebitamento espone meno il Paese agli effetti di crisi e squilibri imprevedibili». Questa è la raccomandazione fatta da Davide Iacovoni, direttore generale della direzione generale Debito Pubblico del dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia e delle Finanze, durante la presentazione del libro «Gestione del debito pubblico e risposta regolamentare alle crisi finanziarie» di Maria Cannata e Laura Lunghi, richiamando di fatto le conclusioni del primo capitolo del volume pubblicato nella Collana «Diritto dei mercati» diretta da Domenico Siclari.
Secondo Iacovoni è inoltre importante il legame, evidenziato dalle autrici, tra la gestione del debito e la regolamentazione del sistema finanziario.
Guardando alla specificità italiana e alla mole significativa di debito pubblico tricolore, le emissioni di titoli di Stato ogni anno sono numerose e quindi «molto suscettibili alle dinamiche di mercato». Non a caso infatti, ha ricostruito il dg del Tesoro, «in tutte le crisi finanziarie in Italia abbiamo registrato connotati che si ripetono: il fatto che il prezzo del titolo collocato in asta scendesse sul mercato secondario» poco dopo; la riduzione dei volumi di scambio sul secondario e l’allargamento degli spread tra denaro e lettera sul mercato secondario nonché l'aumento di volatilità dei prezzi. «Tutti problemi che alla fine si scaricano sugli utenti finali».
Per fare fronte a questi problemi sono state introdotte modifiche alle «procedure di emissione come la riapertura di titoli off-the-run», il ricorso alla procedura del sindacato di collocamento e la «revisione della procedura d’asta» offrendo titoli all’interno di una forchetta, senza dare indicazione di una quantità precisa». Allo stesso tempo si è intervenuti sui prodotti: in termini di durata del titolo con il Btp a 7 e 20 anni, di destinatario aprendo ai titoli retail e con il Btp Green. (riproduzione riservata)