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Fabio de' Longhi, ceo di de' Longhi
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De’ Longhi cresce nonostante l’effetto cambi, 8 giudizi buy sul titolo

12 maggio 2026, 14:50 Ultimo aggiornamento: 17:54

De’ Longhi conferma la guidance 2026 grazie un avvio d’anno positivo con una crescita di fatturato e marginalità. La spinta dalla divisione professionale

De’ Longhi conferma la guidance 2026 grazie un avvio d’anno positivo con una crescita di fatturato e marginalità. I ricavi del gruppo sono aumentati del 3% a 777,7 milioni, +6,6% a cambi costanti, pressoché in linea con le attese del consenso a 772 milioni. L'impatto valutario ha penalizzato la crescita per 3,6 punti percentuali a causa del deprezzamento del dollaro statunitense e di alcune valute dell'area asiatica. Crescita diffusa in tutte le aree geografiche con un contributo importante dell’area America (+18,2% a cambi costanti) e Asia Pacifico (+8,7%, nonostante un significativo impatto valutario negativo; +17,2% a cambi costanti).

La spinta dalla divisione professionale

Ha sorpreso in positivo gli analisti soprattutto la divisione professionale con una crescita del fatturato del 40,1% a 139 milioni, arrivando a incidere per il 18% sul giro d'affari complessivo del trimestre. «Il posizionamento premium di Eversys e La Marzocco, supportato dalla forza del portafoglio prodotti, ha permesso al gruppo di capitalizzare con efficacia il trend di premiumizzazione dell'espresso», si legge nel comunicato della società.

Invece, la divisione household ha registrato ricavi per 641,1 milioni, -2,4% rispetto al 2025 ma +0,8% a cambi costanti dopo aver assorbito nel mese di gennaio un eccesso di stock presente nel mercato. In particolare, il comparto caffè ha registrato una performance low-single-digit a cambi costanti, grazie al contributo delle macchine manuali e dei prodotti Nespresso, oltre che da un’espansione significativa della categoria accessori per il caffè.

L’ebitda sfiora 126 milioni, oltre le attese

Grazie alla crescita della divisione professionale che vanta una marginalità superiore alla media, l’ebitda adjusted è migliorato a 125,9 milioni (16,2% sui ricavi), 80 punti base in più rispetto allo scorso anno e oltre la stima del consenso a 119 milioni. Mentre il risultato netto si è attestato a 71,9 milioni, pari al 9,3% dei ricavi e in aumento del 14,5% (a 61,7 milioni il risultato netto di competenza del gruppo). 

Degna di nota la posizione finanziaria netta, risultata positiva per 720,5 milioni (770 milioni nel 2025), in netto miglioramento rispetto ai 482,8 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda la generazione di cassa, il flusso di cassa prima dei dividendi, riacquisti di azioni e acquisizioni è stato negativo per  44,1 milioni a causa della stagionalità del capitale circolante netto che vede il ripristino del magazzino dopo le significative vendite del quarto trimestre del 2025.

«L’avvio del 2026 è stato caratterizzato da una solida crescita del fatturato a cambi costanti pari al 6,6%, in continuità con le eccellenti performance realizzate nel recente passato», ha commentato il ceo Fabio de’ Longhi. «Il solido trend dei ricavi, unito a un mix favorevole derivante dalla spinta del comparto professionale, hanno consentito al gruppo di conseguire un significativo miglioramento della marginalità e un’accelerazione della crescita dell’utile netto».

Outlook 2026 confermato

Alla luce del buon primo trimestre, ma anche di un favorevole inizio del secondo trimestre e della normalizzazione dell’effetto cambio, la società ha confermato per il 2026 la previsione di una crescita del fatturato a un tasso mid-single-digit e un ebitda adjusted tra 640 e 660 milioni, pur continuando a monitorare attentamente l’evoluzione del contesto geopolitico.

Attualmente il consenso si aspetta ricavi a fine 2026 a 3,986 miliardi, in crescita dai 3,801 miliardi del 2025, un ebitda adjusted a 649,6 milioni (da 625,1 milioni), un utile netto anch’esso in aumento a 352,4 milioni dai 316,3 milioni del precedente esercizio e una posizione finanziaria netta positiva per 1,187 miliardi.

Il titolo in borsa

A Piazza Affari il titolo De’ Longhi ha spuntato il 12 maggio in chiusura un +6,69% a 36,38 euro dopo aver, però, sottoperformato i suoi competitor e l’indice Ftse Mib italiano del 15% in media da inizio anno e dall’inizio della guerra in Medio Oriente a fine febbraio. Scambia a 14,1x/ 13x il p/e stimato per il 2026/2027 rispetto alla sua media storica di 19x e l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha confermato il rating buy e il target price a 49,1 euro, lo stesso giudizio di Banca Akros (tp a 42 euro) e di Equita (tp a 42 euro). Il consenso Bloomberg vede prevale i buy (8) rispetto ai giudizi hold (2) e ai sell (0) con un prezzo obiettivo medio a 42,29 euro (+20,3% di potenziale upside). (riproduzione riservata)



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