skin track
La guerra dei dazi → VAI AL DOSSIER
John Elkann
John Elkann
Mercati Azionari Leggi dopo

Dazi Usa, quelli sull’auto restano. Ma Stellantis e gli altri titoli volano in borsa: ecco perché

10 aprile 2025, 09:40 Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2025, 17:38

Trump sospende i dazi per 90 giorni, ma non sull’auto. Eppure i titoli del settore accelerano, trainando i listini europei

Dazi Usa sospesi ma non sulle auto. Eppure il settore in borsa festeggia e traina le borse europee. La mattina di giovedì 10 i listini del Vecchio Continente aprono la seduta in forte rialzo, sulla scia della decisione del presidente americano Donald Trump di sospendere per 90 giorni la maggior parte dei dazi introdotti nei giorni scorsi. Una tregua parziale, però, che oltre a quelli sulla Cina lascia intatti i balzelli sull’import di veicoli, continuando a tenere sotto pressione uno dei settori industriali più strategici a livello globale.

In apertura però i titoli delle principali case automobilistiche europee mettono a segno rialzi a doppia cifra: Stellantis vola del 14%, seguita da Bmw (+10%), Volkswagen e Mercedes (+8%), Ferrari (+7%) e Porsche (+6%). Ma perché il comparto dell’auto guadagna se i dazi sul settore restano attivi?

Trump in retromarcia ma non sull’auto

Nella giornata di mercoledì 9 Trump ha annunciato l’inasprimento dei dazi verso la Cina, portandoli al 125% dopo la controffensiva di Pechino che aveva alzato le proprie tariffe sull’import dagli Usa all’85%. A sorpresa, però, ha anche comunicato la sospensione per 90 giorni delle cosiddette «tariffe reciproche» verso oltre 75 Paesi, tra cui l’Unione Europea, che ora tornano alla soglia base del 10%.

Restano invece in vigore i dazi del 25% sulle auto importate negli Usa, introdotti a marzo sotto la Section 232 del Trade Expansion Act del 1962 e operativi dal 3 aprile. L’amministrazione ha anche confermato che a partire dal 3 maggio scatterà anche la riscossione di tariffe sui ricambi auto ed è proprio questo tipo di dazi che potrebbe penalizzare soprattutto le case americane come Ford, Gm e Stellantis

L’auto Usa ha rimbalzato a Wall Street

Nonostante l’esclusione del comparto automotive dalla tregua tariffaria, il segnale di apertura ai negoziati è stato sufficiente per far scattare l’entusiasmo sui mercati. Wall Street ha chiuso la sessione del 9 aprile con guadagni record: il Dow Jones è salito del 7,9% a 40.608 punti, lo S&P 500 ha guadagnato il 9,5%, mentre il Nasdaq ha fatto un balzo del 12%.

Anche i titoli Usa dell’auto hanno messo a segno forti rialzi: Stellantis è cresciuta del 18%, Ford del 9,2%, Gm del 7,6% e Tesla ha registrato addirittura un +23%, nonostante l’incertezza sugli effetti dei dazi rimanga un problema per il settore auto

Settore ancora in bilico ma con un problema in meno

Glenn Stevens, direttore di MICHauto, ha sottolineato alla stampa Usa come «il settore resta in piena turbolenza. Speriamo ancora in un’esclusione dai dazi strategici e in un maggiore utilizzo dell’accordo Usmca (di libero scambio Usa-Messico-Canada, ndr.)». Ma già il solo fatto di uno stop di 90 giorni ai dazi reciproci con tutti i Paesi (a parte la Cina) è una notizia che fa bene all’auto perché scongiura il pericolo di una eventualità che il settore teme più di ogni altra cosa.

Infatti, secondo David Whiston, analista di Morningstar, anche se le ultime misure non impattano direttamente sull’auto, «ogni annuncio che migliori la fiducia dei consumatori e riduca il rischio recessione avrà comunque effetti positivi indiretti sul comparto». Se si evita una guerra commerciale con grandi partner commerciali come l’Ue, si evita una crisi economica. Ed è questo che i titoli delle case automobilistiche stanno festeggiando in borsa.

Il settore però ha bisogno di chiarezza

Le conseguenze del mantenimento dei dazi sulle auto continueranno comunque a farsi sentire, ricordando che Stellantis ha già sospesa la produzione nel suo stabilimento di Windsor in Canada e a Toluca in Messico, con ripercussioni anche negli Usa: 900 operai temporaneamente a casa a Sterling Heights e Warren. La governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer, ha criticato duramente l’instabilità normativa generata dalle continue svolte della Casa Bianca: «Le aziende non investono se le regole cambiano ogni giorno. Questo porta alla paralisi industriale e, alla lunga, a perdita di posti di lavoro».

Whitmer ha chiesto un’esenzione specifica per il settore auto, mentre ha confermato che «e aziende stanno già stoccando componenti, ritardando investimenti e licenziando personale. Alcuni concessionari sono costretti ad alzare i prezzi fino a 15 mila dollari». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza