La Cina risponde a Donal Trump. A due giorni dall’annuncio dell’amministrazione statunitense di dazi del 34% sulle importazioni cinesi, Pechino ha annunciato che imporrà specularmente dazi aggiuntivi del 34% su tutti i beni importati dagli Stati Uniti, a partire dal prossimo 10 aprile.
La Cina ha, inoltre, annunciato di aver inserito, già da oggi 4 aprile, 16 aziende americane «che mettono a rischio la sua sicurezza nazionale e i suoi interessi» nella lista di controllo delle esportazioni. Stando a quanto precisato dal ministero del Commercio, a partire da oggi l'esportazione di articoli a duplice uso da parte di queste aziende, tra cui High Point Aerotechnologies, Universal Logistics Holdings e Source Intelligence, sarà vietata, mentre tutte le attività di esportazione in corso dovranno essere immediatamente interrotte. Stando a quanto riportato dai media cinesi, Pechino ha anche sospeso l'idoneità di sei aziende degli Stati Uniti a esportare in Cina, «per salvaguardare la salute pubblica e proteggere l'industria zootecnica del paese».
E ancora la Cina ha presentato una denuncia presso l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per gli ingenti dazi imposti dagli Stati Uniti sulle sue esportazioni che rappresentano «un palese atto di unilateralismo e una violazione delle regole del Wto».
Sui mercati si ampliano i timori che una guerra commerciale porterà ad un balzo dell'inflazione e ad una recessione globale. Uno scenario che provoca un forte calo di petrolio e gas e dei rendimenti dei titoli di Stato. Lo stoxx 600 lascia sul terreno il 4,4%. Maglia nera Milano (-7,1%). In forte calo anche Madrid (-5,9%), Francoforte (-4,9%), Parigi (-4,3%), Londra (-3,9%). I future di Wall Street peggiorano, profilandosi un avvio di seduta difficile.
In netto calo il petrolio: il Wti cede il 6,7% a 62,53 dollari al barile. Il Brent lascia sul terreno il 6,2% a 65,81 dollari. Il prezzo del gas è in flessione del 7,4% a 36,30 euro al megawattora. Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund si attesta a 121 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,72%. L'euro è poco mosso a 1,1046 sul dollaro. A Piazza Affari a pagare il conto sono le banche. Bper (-13%), Mps (-12%), Popolare Sondrio, Unicredit, Banco Bpm (-11%), Intesa (-9%). Male anche Iveco (-11,8%), Leonardo (-11%), Stellantis (-8%). (riproduzione riservata)