La storia infinita dei dazi si arricchisce ormai di un nuovo capitolo ogni dodici ore. Se mercoledì mattina l’Ue ha annunciato tariffe per 26 miliardi di euro nei confronti degli Usa dopo che il presidente Donald Trump ha deciso di imporre dazi al 25% su acciaio e alluminio, mercoledì sera lo stesso Trump ha preso atto di quanto stabilito da Bruxelles e ha avvertito che arriveranno ulteriori ritorsioni.
In occasione dell'incontro con il primo ministro irlandese Michael Martin alla Casa Bianca, alla domanda se intende rispondere alla decisione di Bruxelles, Trump ha commentato: «Certo che risponderemo», accusando di nuovo l'Europa di essere «stata creata per trarre vantaggio dagli Stati Uniti. Loro traggono vantaggio dagli Stati Uniti». Il commento è arrivato a mercati chiusi, permettendo al Ftse Mib di incassare un +1,6% a 38.207 punti.
Mercoledì, l’Unione Europea ha annunciato l’introduzione di contromisure in risposta ai nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti su acciaio e alluminio, prevedendo l’applicazione di tariffe su beni americani per un valore di 26 miliardi di euro.
La Commissione Europea ha dichiarato in un comunicato che procederà con misure «rapide e proporzionate» per contrastare le restrizioni commerciali statunitensi. L’annuncio è arrivato poche ore dopo l’entrata in vigore dei dazi del 25% imposti dall’amministrazione Usa sulle importazioni di acciaio e alluminio, segnando una significativa escalation della guerra commerciale tra due ormai ex storici alleati.
«La Commissione deplora la decisione degli Stati Uniti di imporre tali tariffe, ritenendole ingiustificate, dirompenti per il commercio transatlantico e dannose per le imprese e i consumatori, in quanto spesso si traducono in un aumento dei prezzi», scrive l'esecutivo comunitario, spiegando che in totale le contromisure si applicheranno alle esportazioni di merci Usa per un valore fino a 26 miliardi di euro, che corrisponde alla portata economica delle tariffe imposte dagli Usa. «Al tempo stesso, l'Ue» si dice «pronta a collaborare con l'amministrazione statunitense per trovare una soluzione negoziata», sottolineando che le sue misure «possono essere revocate in qualsiasi momento qualora si trovi una soluzione».
Per l’Europa, le nuove tariffe rappresentano un impatto quasi quattro volte superiore rispetto ai dazi introdotti durante il primo mandato di Trump, quando gli Stati Uniti avevano colpito le esportazioni di metalli dell’Ue per circa 7 miliardi di dollari, giustificandoli con motivi di sicurezza nazionale.
Trump ha poi annunciato l’introduzione di ulteriori dazi reciproci a partire da aprile in risposta a politiche dei partner commerciali considerate ostacoli per il commercio statunitense, tra cui l’imposta sul valore aggiunto (Iva) europea. Le nuove misure colpiranno settori specifici, tra cui l’industria automobilistica.
Il commissario al commercio Ue, Maros Sefcovic, si è recato a Washington il mese scorso per cercare una soluzione negoziata con i vertici dell’amministrazione Trump, tra cui il Segretario al Commercio Howard Lutnick. L’Ue aveva offerto concessioni, tra cui la riduzione dei dazi sui beni industriali – incluse le automobili, una delle richieste di Trump – e l’aumento delle importazioni di gas naturale liquefatto e prodotti per la difesa dagli Stati Uniti.
«Tuttavia, l’amministrazione statunitense non sembra intenzionata a raggiungere un accordo», ha dichiarato Sefcovic lunedì. «Così come gli Stati Uniti difendono i propri interessi, lo stesso fa l’Ue», ha aggiunto, sottolineando che l’Unione «proteggerà sempre le imprese, i lavoratori e i consumatori europei da tariffe ingiustificate, perché sappiamo che da noi si aspettano esattamente questo». (riproduzione riservata)