Una guerra commerciale tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea «sarebbe devastante per tutti, per questo ritengo sia necessaria una politica di confronto con gli Usa per comprenderne le ragioni e trovare le soluzioni», evitando l’imposizione reciproca di dazi.
Questa la posizione espressa dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della presentazione del Francobollo dedicato ai 25 anni dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa (Invitalia).
Dal canto suo l’Europa deve al più presto «definire una sua politica energetica, industriale e quindi anche commerciale per rispondere alle sfide che abbiamo davanti a noi: quella americana, ovviamente, e degli altri grandi attori globali, a cominciare dalla Cina». In questo senso quindi il pungolo di Trump «può e deve essere uno stimolo all'Europa a fare di più e di meglio e soprattutto a farlo subito».
Il titolare del Mimit ha poi anticipato che «presto si arriverà a una conclusione positiva per la procedura di vendita per l'ex Ilva e se così fosse ci ritroveremo ad aver compiuto il percorso nell’arco di un anno (l’amministrazione straordinaria è stata eseguita a fine febbraio ndr)» precisando che «lo Stato non resterà nell'azionariato dell'ex Ilva».
Anche perché, ha aggiunto Urso, «ho l'impressione che in questi anni la presenza dello Stato non abbia contribuito per l'ex Ilva. Quindi di per sè la presenza dello Stato non sempre è una soluzione al problema. Non mi sembra che il bilancio di questi anni in cui Invitalia aveva una parte importante e significativa in Acciaieria d'Italia possa essere giudicata positiva». (riproduzione riservata)