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La guerra commerciale innescata dagli Usa attraverso i dazi crea tensioni sui mercati. Mercoledì sera 5 marzo l’amministrazione Trump ha sospeso per il mese di marzo le tariffe del 25% sulle auto importate da Canada e Messico lasciando in vigore le altre nei confronti dei due Paesi confinanti. E ha confermato il raddoppio dei dazi alla Cina (20%) producendo una reazione dura dell’ambasciata di Pechino negli Usa. Il bollettino Trump sulla guerra commerciale è ormai quotidiano, ecco le ultime notizie:
- Il presidente Donald Trump ha concesso un'esenzione tariffaria di un mese alle case automobilistiche dopo aver parlato con i responsabili di General Motors, Ford e Stellantis.
- Trump è aperto a ulteriori esenzioni dopo aver sospeso i dazi sulle case automobilistiche, secondo quanto ha riferito un portavoce della Casa Bianca.
- Trump ha affermato in un post su Truth di aver parlato con il premier canadese Justin Trudeau e di avergli detto che gli sforzi del Canada per fermare il flusso del fentanyl, una droga sintetica importata negli Usa, «non sono abbastanza buoni». Trump ha poi specificato che la «telefonata si è conclusa in modo 'piuttosto' amichevole».
- Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha detto a Fox News che le tariffe porteranno a prezzi più alti su determinati prodotti per un «breve periodo di tempo».
- La Cina ha presentato una richiesta di consultazione a all’'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) in merito alle tariffe aggiuntive del 10% imposte da Trump a partire da marzo, secondo quanto riportato dall'organismo internazionale.
- L'ambasciata cinese negli Stati Uniti ha affermato in un post sul social media X che «se la guerra è ciò che vogliono gli Stati Uniti, che si tratti di una guerra tariffaria, di una guerra commerciale o di qualsiasi altro tipo di guerra, siamo pronti a combattere fino alla fine». Il portavoce del Ministero degli esteri cinese Lin Jian ha fatto osservazioni simili.
- L’amministrazione Trump sta pensando ad alcune esenzioni agricole ai dazi su Messico e Canada, secondo quanto riporta Bloomberg. La mossa avrebbe senso, visto che alcuni prodotti agricoli importati dalla Cina, come la soia, ora costano il 20% in più a causa dei dazi. (riproduzione riservata)