Continua il braccio di ferro tra Washington e Pechino sul fronte dei dazi. Dopo che la Cina ha ordinato alle sue compagnie aeree di sospendere gli ordini dalla Boeing, il presidente Usa, Donald Trump, ha scritto su Truth che «è interessante notare che hanno appena rinnegato il grande accordo con Boeing, affermando che non prenderanno possesso di aerei su cui si sono totalmente impegnati».
E tutto questo mentre il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian ha detto di «non essere a conoscenza della situazione» in merito all’ordine di Pechino dato alle sue compagnie aeree di bloccare le consegne sia di aerei che di componenti della Boeing, in risposta alla guerra commerciale scatenata dai dazi di Donald Trump. L’ipotesi, rilanciata martedì 15 aprile da Bloomberg, ha scatenato una reazione molto seccata del presidente Usa e c’è chi racconta anche di un Donald Trump addirittura infuriato con la base trumpiana che ha reagito chiedendogli di alzare ancora di più i dazi.
Trump ha imposto dazi fino al 145% su un gran numero di prodotti cinesi e la Cina ha risposto con tariffe di ritorsione del 125% sui prodotti importati dagli Stati Uniti. La Casa Bianca ha avvertito «che la palla ora è nel campo della Cina». Ma Pechino, che ha messo a segno un Pil superiore alle aspettative pari al 5,4% nel primo trimestre dell’anno, pur invitando Washington a mostrare «rispetto», ha risposto di «non aver paura» di continuare la guerra commerciale.
Pechino aveva sospeso le consegne di jet Boeing dopo due incidenti mortali che hanno coinvolto i Max nel 2018 e nel 2019, e ha ripreso a ricevere aerei solo l’estate scorsa. La compagnia statunitense avrebbe dovuto consegnare dieci 737 Max a una serie di compagnie cinesi, incluse China Southern Airlines, Air China e Xiamen Airlines. Secondo Bloomberg, alcuni contratti potrebbero essere stati chiusi prima dell’avvio della guerra commerciale.
Anche se alcuni Boeing 737 Max già destinati alla Cina potranno essere quindi consegnati, il colosso di Seattle subisce un duro colpo.
Ora, con l’ombra dei recenti problemi tecnici e dei precedenti incidenti, Boeing rischia di perdere terreno a favore di Airbus e di Comac C919, l’aereo di produzione cinese.
La Russia, intanto, avrebbe chiesto agli Stati Uniti di poter comprare, una volta raggiunto il cessate il fuoco in Ucraina, gli aerei di Boeing utilizzando una parte dei miliardi di dollari di asset congelati. Lo riporta Bloomberg, citando fonti russe a conoscenza dei fatti.
Sebbene la richiesta non sia una condizione per l’accettazione di una tregua, la Russia è consapevole che i fondi congelati non potranno essere utilizzati per acquistare i jet senza un cessate il fuoco, ha affermato la fonte.
I legislatori statunitensi hanno stimato che ci siano circa 5 miliardi di dollari di asset russi negli Stati Uniti. In totale, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno congelato circa 280 miliardi di dollari di riserve della banca centrale russa, di cui oltre due terzi bloccati nell'Unione Europea.
Interpellato sul fatto che la Russia stia cercando di acquistare gli aerei della Boeing, il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Brian Hughes ha dichiarato che «gli Stati Uniti non discuteranno alcun impegno economico finché non sarà raggiunto un cessate il fuoco». Il Dipartimento di Stato ha rifiutato di commentare.
Boeing ha chiuso le sue attività in Russia in seguito all’invasione dell'Ucraina nel febbraio 2022. Inoltre, alla compagnia aerea Aeroflot e agli altri vettori russi è stato vietato l’accesso allo spazio aereo degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, oltre che l’acquisto di aerei, pezzi di ricambio e manutenzione essenziale da parte di Boeing e Airbus, a seguito delle sanzioni imposte in risposta alla guerra. (riproduzione riservata)