Mentre il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, lanciava l’allarme sull’economia mondiale dal Fondo monetario internazionale a Washington - «Con conflitti e dazi sono a rischio decenni di progressi» - il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si preparava a una «lunga e amichevole conversazione» con il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent.
La missione americana del titolare del Mef durante gli spring meetings del Fmi è stata impegnativa, e non solo per via dei dazi decisi dall’amministrazione americana. Nei diversi bilaterali, dal ministro canadese, Philippe Champagne, al ceo di BofA, Brian Moynihan, che hanno coinvolto Giorgetti si è parlato di tutto: tariffe, commercio, fiscalità digitale e difesa.
In un clima molto informale e amichevole, fa sapere lo stesso ministero, sono stati affrontati temi di «attualità e di economia» anche in vista del prossimo appuntamento del G7 in Canada.
Proprio nel suo intervento alla sessione del G7 finanziario a Washington, mercoledì 23 aprile, Giorgetti ha sottolineato l’importanza di un «commercio internazionale libero, equo e inserito in un sistema di regole che promuovano la parità di condizioni competitive tra le imprese sui mercati». Per il titolare di Via XX Settembre il G7 «dovrebbe lavorare sui temi comuni come l’overcapacity cinese».
Lo spring meeting è inserito in un momento di trattative complesse tra Stati Uniti ed Europa. Venerdì 25 aprile il presidente americano Donald Trump sarà in Italia per prendere parte ai funerali di Papa Francesco ed è probabile che, anche senza la benedizione della premier Meloni, avrà poi un colloquio informale con la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen.
Intanto, negli Stati Uniti, Giorgetti ha ribadito la necessità di «agire in modo comune per affrontare le sfide, auspicando un dibattito aperto e franco volto a ridurre l’incertezza di questo periodo». (riproduzione riservata)