«Abbiamo chiuso il miglior accordo possibile. Dall’1 agosto sarebbero scattati dazi al 30%, che avrebbero bloccato gli scambi e cancellato 5 milioni di posti di lavoro. Con quest’intesa abbiamo salvato le relazioni commerciali e aperto un nuovo capitolo: con gli Usa c’è un forte allineamento sui principali dossier geopolitici, che aggiunge valore a questo patto».
Il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, replica a chi l’ha accusato di aver chiuso un accordo sbilanciato. «È un giorno buio, l’Europa si sottomette», aveva criticato il premier francese François Bayrou. Ancora più duro l’ungherese Viktor Orban: «Trump si è mangiato von der Leyen a colazione». Mentre dalla Germania il cancelliere Friedrich Merz sottolinea i «danni considerevoli per l’economia tedesca», ma ammette che «non era possibile ottenere di più».
Dazi al 15% non sono accettabili soprattutto per Parigi, che aveva chiesto più rigidità già nelle trattative. La Commissione invece si è sempre mostrata più morbida, atteggiamento che permetterà agli Usa di riscuotere circa 80 miliardi di dollari dalle tariffe, dieci volte più del passato. Questi dazi saranno a carico degli importatori e dei consumatori americani, sottolinea Bruxelles, ma secondo Pimco costeranno un punto di pil all’Eurozona.
Si comprendono allora le pressioni per ottenere delle concessioni in cambio. Il tetto del 15% comprende le tariffe preesistenti (5% circa) e si applicherà alle auto, prima colpite con il 27,5%. Il limite è valido anche per semiconduttori e farmaci, che Trump ha esentato finora. «Una maggiore collaborazione sul tech aiuterebbe entrambi», spiega Sefcovic. «Gli Usa hanno i migliori designer di chip per l’AI, mentre noi produciamo le macchine più avanzate per stamparli».
La Commissione dovrebbe spuntare uno sconto anche sull’acciaio, su cui resta un aggravio del 50%: l’obiettivo è fissare delle quote di export sotto le quali applicare il precedente livello di dazi (il 4,8%). «L’Europa produce acciai speciali non sostituibili», osserva il commissario al Commercio. «Non siamo noi i responsabili della sovraccapacità che sta distruggendo le imprese americane. Anzi, abbiamo lo stesso problema, quindi vorremmo dar vita a un’alleanza dei metalli per creare una barriera comune».
In cambio Bruxelles investirà 600 miliardi e comprerà 750 miliardi di gas e petrolio dagli Stati Uniti per sostituire l’import dalla Russia. Il compito spetterà in entrambi i casi ai privati, coordinati dalla Commissione. In futuro cresceranno anche gli acquisti di armi Usa per rispettare i nuovi target Nato, mentre l’Ue non ha preso impegni sulla web tax contro le big tech e sulle regole sul digitale, da sempre linea rossa.
Washington e Bruxelles non si faranno del male in alcuni settori strategici, dove azzereranno i dazi. Dell’elenco fanno parte l’aeronautica, i macchinari industriali, la chimica e diversi prodotti agroalimentari. Non il vino, su cui si continuerà a trattare. La cautela di Giorgia Meloni è dovuta anche a questo.
«Abbiamo evitato un’escalation che avrebbe avuto conseguenze devastanti», spiega la premier. «Ma dobbiamo ancora verificare le possibili esenzioni e batterci sui dettagli». Le imprese italiane rischiano grosso nonostante le esenzioni che hanno ridotto l’impatto a circa 7 miliardi secondo Unimpresa.
Anche gli altri Stati membri aspetteranno che l’intesa diventi definitiva prima di pronunciarsi: vista l’assenza di un accordo in senso tecnico, dovrebbe essere sufficiente un semplice avallo per evitare un voto scomodo a livello interno. Se poi si arriverà a un vero e proprio trattato commerciale, allora potrebbe bastare la maggioranza qualificata, che disinnescherebbe eventuali veti di Parigi o Budapest.
Nel frattempo le borse non si sono scaldate perché l’intesa difficilmente migliorerà e si teme un calo degli utili delle società europee per colpa dei dazi. Un impatto inevitabile secondo Sefcovic, che riporta tutti con i piedi per terra: «Il mondo prima del 2 aprile non esiste più. Dobbiamo adattarci e affrontare le nuove sfide. Questo patto è meglio di una guerra commerciale». (riproduzione riservata)