Il Canada ha presentato una controversia presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) contro i dazi del 25% imposti dalla Casa Bianca sulle auto e le componenti. Non si tratta di un caso isolato, altri Paesi hanno deciso nelle ultime settimane di ricorrere all’Omc per contestare queste misure.
«Pechino è sempre stato uno strenuo difensore dell’ordine economico e commerciale internazionale e un sostenitore del sistema commerciale multilaterale. L’imposizione da parte degli Stati Uniti dei cosiddetti dazi reciproci viola gravemente le regole dell’Omc, è un atto di bullismo unilaterale». Con queste parole il governo cinese ha dichiarato di aver fatto appello all’organizzazione mondiale contro i dazi aggiuntivi sulle auto cinesi imposti mercoledì dagli Usa.
Analogamente, il ministro degli esteri brasiliano ha dichiarato che sta valutando di appellarsi all’organismo internazionale contro i dazi del 10% imposti dagli Usa sui prodotti brasiliani. Gli Stati Uniti rappresentano il secondo partner commerciale per il Brasile.
Il Wto è un ente che si occupa di promuovere e gestire le regole del commercio internazionale. La sua missione è quella di facilitare il commercio globale in modo equo e trasparente, cercando di ridurre gli ostacoli al commercio come tariffe, sussidi e altre pratiche protezionistiche che potrebbero danneggiare il libero scambio.
Il sistema di risoluzione delle controversie del Wto è lo strumento principale per affrontare eventuali violazioni dell’ordine commerciale globale. In caso di controversie sui dazi, come quelli imposti dagli Stati Uniti, viene avviato un processo che prevede l’esame della questione da parte di un panel di esperti. Se il panel stabilisce che i dazi sono illegittimi, il paese in questione deve adeguarsi alle decisioni e rimuovere le misure in violazione. Tecnicamente questo è possibile ma non è detto che i Paesi rispettino le imposizioni dell’Omc. Nonostante tutto, l’Organizzazione mondiale del commercio resta l’ente globale di riferimento per questo genere di controversie. (riproduzione riservata)