I soggetti internazionali che investono in Italia «hanno espresso soddisfazione e magari investiranno ancora di più nel nostro Paese» ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel punto stampa a margine del World Economic Forum. D'altronde «la mia presenza qui è proprio per aggiornare e dare un'indicazione anche diretta, in prima persona, di quanto sta accadendo in Italia e anche ai loro investimenti».
In particolare, diversi investitori hanno mostrato interesse per il piano italiano di privatizzazioni. Anche perché «diciamo che le operazioni che abbiamo avviato, dal Monte dei Paschi alla Netco di Tim, hanno registrato ampia soddisfazione, quindi questi sono i primi step di un piano che noi confermiamo, molto ambizioso». Ma «come ho ribadito ai nostri interlocutori - continua il ministro Giorgetti - abbiamo un governo stabile, una maggioranza forte e probabilmente questo è un unicum in Europa».
Si registra inoltre un ampio interesse nei confronti dell’ex-Ilva e a produrre a Taranto, che «è il più grande insediamento produttivo di acciaio europeo». Il governo però cerca un «partner che condivida la grande ambizione di produrre acciaio in Italia però in modo ambientalmente compatibile».
Quanto alle prospettive di crescita, Giorgetti resta prudente: è «difficile centrare le stime di crescita» sul Pil «se scoppia una guerra al mese». Mentre si espone sull’impatto negativo della recessione della Germania sull’Italia, «perché sappiamo quanta parte dell'economia italiana, nel nord est ma non solo, sia legata alla performance dell'economia tedesca».
Più in generale l’Europa e l’Unione europea devono «interrogarsi, darsi un modello», certo è un processo «complicato, perché siamo 27 Paesi membri con interessi e visioni diverse, ma lo stiamo facendo», rassicura il numero uno del Mef.
Sempre in ambito comunitario, l'eventuale taglio dei tassi interesse da parte della Bce entro l'estate «è una buona notizia per tutti, non solo per il debito italiano, ma anche per tutte le famiglie che hanno un mutuo, per le imprese che devono investire». Quindi «prima arriva il taglio, meglio è» enfatizza Giorgetti. (riproduzione riservata)