Supera il milione di euro, contro i 670mila dell’anno precedente, la raccolta del 5x1000 della Fondazione Policlinico Gemelli, secondo i dati dell’Agenzia delle entrate (2021). Oltre 17mila persone, con una firma accanto al codice fiscale 13109681000 hanno dato fiducia l’anno scorso all’attività di ricerca del policlinico romano offrendo in questo modo una speranza concreta in più alle persone malate e alle loro famiglie. Al di là della crescita delle firme (+61%) e della raccolta (+52%), il dato più significativo è il margine netto che è quasi quadruplicato passando dai 221mila euro del 2020 agli 834 mila nel 2021 con un’incidenza dei costi contenuta al 18%. I numeri descrivono bene l’attività portata avanti alla Fondazione Gemelli. Il personale attivo nella ricerca è passato in un anno da 353 a 541 unità e, al momento, sono in corso oltre 850 progetti di ricerca. Lo scorso anno sono più che raddoppiati, arrivando a 1330, i lavori pubblicati su riviste scientifiche di rilievo internazionale. È in crescita anche il valore della ricerca contrattualizzata, che supera i 26 milioni di euro, e quello delle sperimentazioni cliniche ‘profit’, a 14,7 milioni. «La ricerca è una delle protagoniste quotidiane dell’impegno che medici e ricercatori profondono per trovare le migliori soluzioni terapeutiche», dice Carlo Fornario, direttore Fundraising del Gemelli. «La pandemia ha mostrato che le risposte arrivano in tempi brevi, quando la ricerca è ben finanziata e portata avanti con metodo e un giusto spirito d’urgenza». Il vantaggio di fare la ricerca in un ospedale è nel poter passare dal laboratorio alla clinica, al letto del paziente, tecnicamente definita ricerca traslazionale. Il policlinico vanta una casistica molto elevata e la digitalizzazione, con i giusti finanziamenti, potrebbe dare risultati importanti nella gestione delle patologie grazie anche alla medicina predittiva. L’innovazione, frutto di una ricerca continua, è una delle parole chiave del Gemelli. «Anche molta chirurgia oggi non è più di tipo tradizionale», conferma il professor Giovanni Scambia, ginecologo oncologo e direttore Scientifico dell’Irccs, «ma viene effettuata con metodiche innovative, tecnologie di tipo mininvasivo, che vanno dalle tecniche classiche, come quelle laparoscopiche, alla chirurgia robotica di frontiera. Dove si fa ricerca, si cura meglio».
L’edizione 2022 della campagna 5x1000 della fondazione avrà per tema «Diamo voce alla ricerca» e, come media partner, Radio dimensione suono. A ricordare agli ascoltatori di donare il 5x1000 al Policlinico Gemelli sono le voci di Anna Pettinelli, di Giovanni Vernia e di Sergio Friscia, le stesse che tengono compagnia a milioni di persone ogni giorno. Anche i social e Google ospiteranno i messaggi di «Diamo voce alla ricerca» attraverso degli instant video realizzati da testimonial e dai ricercatori di Fondazione Gemelli, che apriranno una finestra sulla quotidianità del loro lavoro per consentire a tutti di toccare con mano le tante attività attraverso le quali si declina la ricerca, come, per esempio, la biobanca e il laboratorio di genomica, recentemente inaugurato.
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