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Da Berlusconi a Del Vecchio e Levi: le storie di dodici manager milionari under 40 candidati a diventare paperoni
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Da Berlusconi a Del Vecchio e Levi: le storie di dodici manager milionari under 40 candidati a diventare paperoni

22 aprile 2024, 02:49 Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2024, 14:19

Sfatano il mito della difficoltà delle nuove generazioni a inserirsi nel mondo del lavoro. Tra ereditieri e startupper sono infatti tanti i giovani trentacinquenni già milionari che si stanno facendo spazio in Italia e all’estero.

I volti under 40

Thea Paola Angelini. Più giovane delle figlie del re della Tachipirina Francesco Angelini, classe ’86, appassionata di sport, fotografia, letteratura e musica, da ottobre 2023 ha preso ufficialmente lo scettro del gruppo farmaceutico insieme con il marito Sergio Marullo di Condojanni (attuale ceo e vice-presidente). Dopo la laurea in biologia cellulare e molecolare, Thea Paola entra nel gruppo di famiglia, prima svolgendo attività di ricerca presso i laboratori di Santa Palomba, dove nel corso degli anni sono stati sviluppati i farmaci di maggior successo nella storia dell’azienda. Nel 2015 viene nominata consigliere di Angelini Finanziaria e vice presidente e segretario della Fondazione Angelini, mentre nel 2020 diventa vice presidente esecutivo di Angelini Holding. Un profilo giovane che ha contribuito al lancio del veicolo di corporate venture capital (con una dotazione di 300 milioni) Angelini Ventures.

Luigi Berlusconi. Ultimogenito degli eredi Berlusconi, Luigi è ormai considerato a pieno titolo il finanziere della famiglia. Dopo la laurea alla Bocconi, ma già nel board di Mediolanum (dal 2007 al 2015), è volato a Londra per entrare in Jp Morgan per apprendere da vicino come muoversi nel complesso mondo della finanza. Tornato in patria, ha intuito subito quanto centrale fosse il ruolo delle startup in Italia e con la sua H14 - holding che racchiude gli investimenti con le sorelle Barbara ed Eleonora - ha messo a segno una serie di proficui investimenti come Jakala, Bending Spoons (da cui è recentemente uscito), WeRoad o Florence.

Lorenzo Bertelli. Primogenito di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada, è l’erede designato a guidare l’iconica casa di moda. Dopo essersi laureato in filosofia al San Raffaele e dopo un passato come pilota di auto da rally, è entrato nel gruppo ed è responsabile del marketing e dalla corporate social responability, traghettando l’azienda nella task force del Sustainable Markets Initiative e nel network Global Impact, fino alla partecipazione in Sea Beyond con l’Unesco. Sostenibilità, ma anche tanta umiltà: nonostante lo scettro attenda solo lui, è stato il primo a spendersi per l’ingresso in Prada dell’attuale ceo Andrea Guerra.

Leonardo Maria Del Vecchio. Quarto dei figli di Leonardo Del Vecchio e Nicoletta Zampillo, Leonardo Maria (classe ’95) è attualmente chief strategy officer di Essilor Luxottica, supervisionando le attività del colosso dell’occhialeria insieme con l’ad Francesco Milleri. Laureatosi in economia aziendale e management presso la Bocconi di Milano, per alcuni anni dopo la laurea ha vissuto tra Stati Uniti e Inghilterra, conoscendo da vicino l’attività di famiglia. Nel 2017, l’imprenditore è tornato a vivere a Milano ed è entrato a far parte di Luxottica, diventando – l’anno successivo - amministratore delegato di Salmoiraghi e Viganò, soprintendendo alle catene GrandVision Italia, Sunglass Hut e ai negozi monomarca Ray-Ban, Persol e Oliver Peoples. Accanto ai ruoli in azienda, è anche imprenditore con forti interessi nella ristorazione, nel real estate e con investimenti nel beverage e nell’innovazione.

Alberto Racca. Il giovane ceo del gruppo Miroglio, il colosso della moda che ha da poco comprato Trussardi e che ha in pancia anche Elena Mirò, Motivi e Fiorella Rubino, ha una storia internazionale. Laureato in economia alla London School of Economics, dove ha conseguito anche un Mba, è stato un uomo di McKinsey fino al 2016 dove ha seguito progetti di turnaround, per poi ricopre l’incarico di Investment Professional per Pillarstone, una piattaforma di Kkr che assiste aziende in difficoltà proprio nei processi di ristrutturazione.

Benedetto Levi. Da sempre attento all’innovazione, Benedetto Levi è uno degli amministratori delegati più giovani passati in Italia. Torinese, classe 1988, appassionato di cucina (soprattutto se si tratta di impastare) è ceo di Iliad in Italia fin dalla fondazione nel 2018, oltre che membro del cda di Unieuro. Laureatosi in ingegneria logistica e della produzione al Politecnico di Torino, ha conseguito un master in Management alla Scuola superiore di commercio di Parigi (Escp Europe). Tanta l’innovazione nel suo passato: prima di arrivare alla guida della compagnia tlc in Italia ha fondato una startup specializzata nella vendita di accessori per smartphone, mentre subito dopo ha ricoperto il ruolo di country manager di Captain Train, poi acquistato da Trainline, gruppo attivo nella vendita online di biglietti ferroviari.

Luca Ferrari. Ecco una storia italianissima quella di Luca Ferrari e della sua Bending Spoons: società fondata a Copenaghen nel 2013 insieme ad altri tre giovani ingegneri e poi subito riportata nella penisola. L’obiettivo fin dal principio era sviluppare e commercializzare prodotti tecnologici di rilievo: oggi Bending Spoons è una delle prime aziende tecnologie d’Europa nota per applicazioni come Immuni, 30 Day Fitness, Remini o Evernote. Dopo i 200 milioni di margine operativo lordo del 2023, a inizio anno l’azienda ha fatto parlare di sé per le acquisizioni dell’azienda di software Mosaic Group e il social netwoork Meetup. Così con l’ultimo aumento di capitale di 155 milioni, che ha visto protagonisti alcuni nomi noti della finanza come Tamburi, il piccolo gioiellino di Ferrari vale oggi 2,5 miliardi.

Alberto Dalmasso. Da Cuneo fino in Texas e Australia, poi di ritorno in Italia: è la strada percorsa da Alberto Dalmasso fondatore di Satispay, il colosso dei pagamenti istantanei 100% italiano e primo unicorno del Paese. Classe 1984, dopo aver lavorato in giro per il mondo, in una soffitta del capoluogo piemontese ha dato vita all’app che avrebbe sfidato il monopolio di PayPal. Ad oggi Satispay è utilizzata da più di 4 milioni di consumatori in oltre 300 mila esercizi commerciali, ed è attiva anche in Francia e Lussemburgo. Nel 2023 ha raggiunto un fatturato netto di 28 milioni con un transato di circa 3 miliardi.

Simone Mancini. Il secondo, in ordine temporale, unicorno in Italia porta il nome di Scalapay e del suo fondatore Simone Mancini. Toscano di nascita ma trapiantato in Australia per qualche tempo ha avuto esperienze nei lavori più disparati, dall’allevatore di polli al coltivatore di banane. Nel 2019 torna in Italia per portare nel Paese il buy-now-pay-later, il metodo di pagamenti dilazionati, e dà vita alla sua azienda. Superato un miliardo di valore a febbraio del 2022 nello stesso anno ha raddoppiato i ricavi a 11,5 milioni.

Danila De Stefano. Non solo tech e pagamenti digitali. Tra le realtà emergenti in Italia degne di nota spicca anche una società attiva nell’assistenza psicologica online. Si tratta della creazione di Danila De Stefano, Unobravo, azienda nata nel 2019 come piattaforma di sostegno psicologico online per gli italiani all’estero. Napoletana, classe 1992, è partita per Londra dove ha maturato l’idea per la sua startup: creare un luogo di incontro tra paziente all’estero e psicologo della stessa lingua. Lavorando nelle cliniche psichiatriche inglesi, De Stefano aveva infatti maturato la necessità di un sostegno psicologico ma nella sua stessa lingua. Secondo le ricostruzioni di questo giornale, il valore della società ad oggi supererebbe i 170 milioni.

Giorgio Tinacci. Il giovanissimo startupper, nato nel 1991, partito da Montespertoli in provincia di Firenze, si è messo in testa di rivoluzionare il mercato immobiliare. Con una laurea in Bocconi in international management e una a Hong Kong University of Science and Technology, nel 2017 ha creato Casavo, l’applicazione che semplifica l’acquisto e la rivendita di un immobile in tempi rapidi. Dopo aver ingolosito i grandi nomi della finanza italiana e non solo che ci hanno investito, la scaleup ha deciso di cambiare modello di business spostandosi sul marketplace, complice anche il complesso andamento del mercato immobiliare. Nonostante questo, la startup ha raccolto 19,5 milioni nella sottoscrizione dell’aumento di capitale deliberato a luglio 2023.

Niccolò Maisto. Insieme a Michele Attisani e Alessandro Avallone ha fondato a Londra FaceIT, la piattaforma di gaming online con la più ampia community al mondo (30 milioni di utenti). Nato a Genova, soprannominato il re dei videogiochi, proviene in realtà dal mondo delle banche è stato analyst investment banking in Lehman Brothers ed è poi entrato nel mondo del private equity a New York dopo aver conseguito un Mba. Nonostante alla fine del 2021 abbia venduto la startup al fondo sovrano saudita Pif, ricavando dall’exit 1,5 miliardi, a oggi è tutt’ora amministratore delegato dell’Esl FaceIT, il nome della società dopo la fusione con il pioniere degli eSport Esl Gaming, avvenuta tramite il fondo Savvy Gaming Group.(riproduzione riservata)



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