Un uomo è stato arrestato dalla polizia britannica nell’ambito delle indagini sui cyberattacchi che nel weekend hanno colpito diversi importanti aeroporti europei fra cui quello londinese di Heathrow, Bruxelles e Berlino.
La pista, secondo quanto reso noto finora dagli organi investigativi dei vari Paesi coinvolti (inclusi Belgio, Francia e Germania, oltre al Regno Unito), è quella di un sospetto ransomware: ossia di un attacco informatico di probabile criminalità comune compiuto a scopo di estorsione da parte di hacker in cerca di un riscatto in denaro.
Il virus informatico ha disattivato i sistemi di check-in automatico e gestione bagagli forniti da un’azienda esterna e ha causato moltissimi disagi con decine di voli e migliaia di passeggeri rimasti a terra tra venerdì 19 settembre e martedì 23 settembre.
L’arresto compiuto nel Regno riguarda un 40enne fermato nella contea del West Sussex, in Inghilterra meridionale, secondo quanto reso noto dalla National Crime Agency (Nca), agenzia investigativa che coordina le indagini su reati di una certa gravità e complessità internazionale. L’uomo è accusato di coinvolgimento nell'incursione che ha colpito la rete informatica della società americana Collins Aerospace, i cui effetti si sono fatti sentire per giorni su diversi scali (a cui l’azienda fornisce servizi di software per i check-in e l’imbarco dei bagagli), con conseguenti ritardi sui voli. L’identità dell'arrestato resta coperta dal riserbo e l’importanza del fermo viene al momento minimizzata. «Sebbene questo arresto sia un passo positivo, va sottolineato che il lavoro investigativo sull’episodio accaduto è in una fase iniziale e resta in corso», ha messo le mani avanti Paul Foster, capo del dipartimento criminale della Nca, citato dalla Bbc.
Negli ultimi mesi, governi e aziende sono stati bersaglio di attacchi informatici, tra cui la casa automobilistica di lusso Jaguar Land Rover. Un sondaggio condotto dal gruppo industriale tedesco Bitkom su circa mille aziende ha rilevato che il ransomware - un software dannoso che blocca gli aggiornamenti dei dati fino a quando la vittima non paga per ripristinarne l’accesso - è la forma più comune di attacco informatico, con un’azienda su sette che ha pagato un riscatto. (riproduzione riservata)