Più incentivi fiscali e un sistema che favorisca la smobilitazione degli investimenti. Sono due provvedimenti che, secondo l’ultimo quaderno giuridico pubblicato sabato 13 luglio 2024 dalla Consob, potrebbero contribuire a stimolare l’ecosistema del crowdfunding italiano.
I portali di crowdfunding del Paese iscritti nel registro unico europeo dell’Esma, ricapitola l’analisi Consob, sono 25 (dati al 31 marzo 2024). Piattaforme attive nel mercato della raccolta di capitali online in Italia che, secondo i dati elaborati dal Politecnico di Milano, nel periodo luglio 2022-luglio 2023 ha visto un calo del 20% rispetto ai 12 mesi precedenti. L’ammontare dei fondi raccolti si è fermato a 344 milioni di euro contro i 430 milioni dell’anno precedente. Nel dettaglio, l’equity crowdfunding, cioè la modalità di raccolta che fa entrare gli investitori nel capitale della società, è sceso di circa l’1%, tenuto a galla dalla crescita dei progetti nel settore immobiliare. Il lending crowdfunding, che consiste nella raccolta di capitali tramite debito (minibond), ha invece avuto un crollo del 45%.
In questo contesto la Consob ha condotto una ricerca qualitativa tra i player del settore, aziende che hanno lanciato campagne di crowdfunding da un lato e investitori istituzionali e gestori dall’altro. «L’impressione generale restituita dalla survey rivolta ai gestori di portali è quella di un settore in fase di transizione», si legge nel report della Consob. «In questo quadro, tra le leve attivabili per dare impulso all’ulteriore sviluppo del mercato rientrano gli incentivi fiscali rivolti a investitori e imprese, nonché misure volte a favorire le possibilità di smobilizzo degli strumenti oggetto di campagne di crowdfunding».
Un investimento in una startup o pmi fatto tramite un portale, infatti, rischia di risultare poco liquido per l’investitore che volesse dismetterlo. La Consob ipotizza quindi che la nascita di un mercato secondario dinamico, dove far passare di mano quote o minibond comprati sulle piattaforme online, potrebbe aiutare il mercato. Inoltre uno stimolo potrebbe arrivare dall’estensione degli incentivi fiscali. Alcune operazioni di crowdfunding, va specificato, godono già di alcune agevolazioni. Gli investimenti in startup o pmi innovative, in particolare, danno diritto a una detrazione fiscale del 30%. Proseguire su questa strada, potenziando gli sgravi, potrebbe quindi incentivare gli investitori a scommettere su startup e pmi tramite una campagna fondi.
Tuttavia, specifica la Consob, «informazione e conoscenza rappresentano i necessari presupposti della crescita del comparto». L’analisi segnala infatti una mancanza di consapevolezza delle regole (e quindi anche delle opportunità) del settore, reduce dalla recente entrata in vigore delle regole europee che hanno uniformato il comparto a livello comunitario.(riproduzione riservata)