Fincantieri non teme un calo delle commesse per nuove navi nel mercato delle crociere. «Non sono affatto preoccupato per il ritmo di ordini di nuove navi per i prossimi anni», ha risposto in proposito l'amministratore delegato Pierroberto Folgiero a margine della cerimonia di consegna della nuova nave di lusso Explora I per la compagnia Explora Journeys del gruppo Msc.«I numeri recenti del settore crociere sono impressionanti; sono ben più alti del periodo ante-Covid, con una proposta commerciale superiore. La differenza con la vacanza a terra, il gap di costo, il rapporto qualità-prezzo, si sono molto ampliati», e a favore del turismo a bordo, secondo Folgiero. «Se si considera che i passeggeri sulle navi da crociera sono 25-30 milioni all'anno, mentre il totale di chi va in vacanza ammonta a un miliardo di persone, vuol dire che c'è un mercato scalabile pari alla differenza tra 25 milioni e un miliardo. Per farlo bisogna avere prodotti adeguati a un mercato sempre più segmentato e mediante tecnologie sempre più conformi ai moderni requisiti ambientali. Il mercato c'è, e profondissimo in tutte le tipologie di prodotto, dalla nave grande alla nave piccola», ha aggiunto il numero uno di Fincantieri.Che non si è sottratto neanche alle domande sul caso dei pannelli isolanti forniti dalla ditta finlandese Paroc, richiamati dal produttore dopo il mancato superamento di alcuni test antincendio. Proprio questa criticità ha imposto un breve slittamento della consegna di Explora I, superato in breve tempo attraverso nuovi test in banchina condotti insieme al Rina e alle autorità di bandiera dove la nave è registrata (Malta). «Si tratta insomma di un caso di successo, di un problema risolto con ingegno, competenza tecnica e rigore e rispetto delle regole», ha sottolineato l'a.d. «Ovviamente difenderemo gli interessi della società in tutti i modi e in tutte le sedi. Per ora abbiamo dimostrato che quando c'è un problema lo affrontiamo e lo risolviamo nell'interesse dei clienti e nel rispetto delle regole, indicando una strada che può essere utile per tutta l'industria, di cui restiamo a disposizione». La questione infatti interessa in maniera ancora più ampia i competitor francesi e tedeschi di Chantiers de l'Atlantique e Meyer Werft.
Oltre a ciò i costruttori di navi devono fare i conti con una spinta crescente verso tecnologie in grado di minimizzare le emissioni attraverso l'impiego del gas naturale liquefattto (Gnl), che è già realtà, e con l'idrogeno che sarà invece la prossima sfida. «L'idrogeno deve essere portato a bordo», ha spiegato Folgiero, «e questa è una sfida che tutte le industrie hard to abate stanno affrontando. Fincantieri sarà in prima linea in questa idea. Si metteranno a disposizione i 5-6 megawatt che servono a fare a motori spenti le operazioni in porto, quindi in sostituzione di un 10% della capacità della generazione d'energia che tipicamente serve su una nave grande».
La nuova nave Explora I «rappresenta la roadmap della transizione energetica e digitale, grazie anche alla partnership con un player come Msc che ha una visione di lungo periodo nell'industria ed è quindi adatto per sviluppare insieme le soluzioni necessarie per la transizione energetica». (riproduzione riservata)