Secondo il nuovo report di Gemini, State of Crypto 2025, l’Italia si distingue come il mercato cripto più maturo e regolamentato d’Europa, con un’adozione consapevole e un approccio orientato alla conformità. Sebbene il mercato italiano non abbia ancora raggiunto la scala di altri Paesi, secondo il report di Gemini emergono segnali concreti di prontezza per un’adozione di massa.
Sorprendenti i dati sulla composizione degli investitori: il 34% sono donne e si tratta della percentuale più alta tra i sei Paesi analizzati (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Italia, Singapore e Australia), mentre il 66% ha più di 34 anni (contro il 59% globale). Il 47% investe tramite Etp e strumenti regolamentati (contro il 17% globale). Riguardo alle strategie di investimento, il 50% adotta un approccio di lungo termine (contro il 38% tra chi fa trading attivo globale).
Un po’ a sorpresa, l’Italia mostra quindi una forte partecipazione femminile. «È il segnale di un ecosistema che sta evolvendo, ampliando la propria base e integrando criteri di inclusione, educazione finanziaria e adozione tecnologica», ha osservato Valeria Portale, direttrice dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano. «Questo dato, unito all’uso crescente di strumenti regolamentati e a una netta propensione verso investimenti di lungo periodo, ci restituisce l’immagine di un mercato che, pur non essendo ancora di massa, mostra caratteristiche di maturità difficilmente riscontrabili altrove. È un terreno fertile, che merita di essere valorizzato e accompagnato nel percorso di consolidamento e crescita».
«Per chi come noi opera ogni giorno nel settore», ha sottolineato Claudio Bedino, head of Consumer Growth Europe di Gemini, la piattaforma globale per criptovalute e Web3 fondata nel 2014 dai gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, che venerdì 7 ha annunciato di avere presentato alla Sec i documenti confidenziali per l’Ipo, «i dati emersi rappresentano un segnale chiaro: l’Italia offre uno spazio concreto per costruire, educare e innovare. Il potenziale è reale, ma va coltivato con competenza e responsabilità. Siamo convinti che il nostro Paese possa affermarsi come riferimento europeo per un’adozione sostenibile e consapevole della finanza digitale. Il nostro impegno è esserci, con un approccio radicato nel territorio, conforme alle regole e orientato alla visione di lungo periodo».
«Affinché l’innovazione possa generare valore diffuso, occorre costruire un contesto normativo chiaro, stabile e lungimirante», ha dichiarato Giulio Centemero, della commissione Finanze della Camera. «L’Italia ha l’opportunità di posizionarsi come riferimento europeo per una finanza digitale sicura, trasparente e accessibile. Questo report dimostra che il nostro tessuto economico e culturale è pronto: gli italiani investono con criterio, utilizzano strumenti regolamentati e mostrano un crescente senso di responsabilità finanziaria. È il momento di trasformare questo potenziale in politiche pubbliche efficaci, capaci di attrarre capitali, stimolare la crescita e garantire tutela». (riproduzione riservata)