The Rock Trading, una piattaforma di scambio di criptovalute con sede a Malta ma operativa nel mercato italiano, nel 2023, a seguito di millantate «difficoltà nella gestione della liquidità», è stata dichiarata fallita con un dissesto patrimoniale di circa 66 milioni di euro e ha coinvolto oltre 18.000 investitori. Orrick, con il Partner Jean-Paul Castagno e lo Special Counsel Andrea Alfonso Stigliano, assiste più di 200 investitori, per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro. La vicenda è ritornata agli onori della cronaca con il recente arresto, il 12 dicembre 2024, dei due amministratori, Andrea Medri e Davide Barbieri, accusati di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali.
La vicenda di The Rock Trading e, ancor prima, quella dell’americana FTX, hanno evidenziato la necessità di una regolamentazione più stringente per garantire la tutela degli investitori e la stabilità del mercato. A livello europeo, a oggi i fornitori di servizi di cripto-asset (CASP) sono soggetti unicamente alla disciplina antiriciclaggio ed erano sottoposti al solo obbligo di iscrizione all’OAM, ma non sono previsti obblighi specifici in termini di trasparenza, segregazione patrimoniale o requisiti di governance.
Con l’entrata in vigore del Regolamento MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), prevista per il 30 dicembre prossimo, il quadro normativo si è evoluto in modo significativo. Il regolamento introduce un corpus normativo armonizzato a livello europeo con l’obiettivo di garantire la trasparenza, la stabilità e la tutela degli investitori. Tra le principali novità, si segnala l’introduzione dell’obbligo di segregazione patrimoniale, che impone la separazione tra i fondi degli utenti e il patrimonio della piattaforma. Questo principio, già noto nel settore finanziario tradizionale sotto la MiFID II, mira a evitare che le risorse dei clienti siano coinvolte nelle passività della piattaforma in caso di crisi o bancarotta. L’assenza di tale segregazione ha mostrato le sue conseguenze proprio nel caso The Rock Trading, dove gli investitori rischiano di essere considerati creditori chirografari in una procedura fallimentare, con possibilità molto limitate di recuperare i propri fondi.
Il MiCAR prevede inoltre nuovi requisiti di trasparenza. Le piattaforme di scambio dovranno fornire un white paper con informazioni chiare e dettagliate sui rischi connessi ai crypto-asset negoziati. Le comunicazioni con gli utenti dovranno essere trasparenti e aggiornate, soprattutto in caso di eventi straordinari, come crisi di liquidità o insolvenza. Questo strumento mira a garantire una piena consapevolezza degli investitori sui rischi associati agli asset negoziati e a prevenire comportamenti opachi da parte degli operatori.
Altro elemento di rilievo introdotto dal MiCAR è il rafforzamento della governance. I fornitori di servizi crypto dovranno rispettare requisiti di onorabilità e competenza per amministratori e dirigenti, oltre a dotarsi di sistemi di controllo interno volti a monitorare i rischi operativi e patrimoniali. Anche in questo caso, il confronto con la normativa MiFID II è evidente, poiché gli intermediari finanziari tradizionali sono già soggetti a standard di governance simili. L’obiettivo è garantire una gestione più prudente delle piattaforme, riducendo il rischio di crisi improvvise e rafforzando la fiducia degli investitori.
Un ulteriore aspetto di grande rilevanza riguarda la sinergia tra MiCAR e la normativa antiriciclaggio: gli obblighi di KYC (Know Your Customer) e di monitoraggio delle transazioni sospette restano invariati, ma con MiCAR i fornitori di servizi crypto saranno sottoposti a controlli più incisivi. Questa sinergia tra le due normative avrà l’obiettivo di garantire non solo la trasparenza delle operazioni, ma anche la stabilità finanziaria delle piattaforme, aumentando la capacità di prevenzione di fenomeni illeciti.
L’introduzione del Regolamento MiCAR segna quindi un cambiamento radicale per i CASP, che saranno soggetti a una disciplina molto più rigorosa. Per i CASP, il processo di adeguamento a MiCAR non sarà privo di sfide.
La corretta implementazione del MiCAR richiederà ai CASP di rafforzare le proprie strutture organizzative e i sistemi di controllo interno, garantendo un adeguato presidio sui rischi di mercato, operativi e reputazionali. Il rispetto degli obblighi di trasparenza e segregazione patrimoniale diventerà un elemento chiave per ottenere e mantenere l’autorizzazione operativa, e il dialogo con le autorità di vigilanza sarà essenziale per risolvere eventuali criticità. Le autorità di vigilanza, dal canto loro, avranno il compito di monitorare costantemente la conformità dei CASP alle nuove regole, con poteri di intervento più incisivi rispetto al passato. Questa evoluzione regolatoria rappresenta una sfida significativa, ma anche un'opportunità per il mercato delle criptovalute, che potrà finalmente godere di un quadro normativo stabile e prevedibile, in grado di attrarre nuovi investitori e consolidare la fiducia nel settore.
La conformità a MiCAR non solo rappresenta una necessità regolamentare, ma costituisce anche un’opportunità per rafforzare la fiducia degli investitori e migliorare la reputazione del settore crypto. (riproduzione riservata)
*Partner Orrick
*Special Counsel Orrick