La Gran Bretagna punta a diventare un hub globale per le criptovalute. Il governo sta cercando di rendere il Paese favorevole alle imprese del settore, ma non è un percorso semplice tra le critiche degli imprenditori locali e la concorrenza degli Stati Uniti sotto il presidente eletto Donald Trump.
Secondo i dati della Financial conduct authority del Regno Unito la domanda è in crescita. Inoltre, il valore medio delle criptovalute detenute dai britannici è salito a 1.842 sterline quest’anno rispetto alle 1.595 sterline del 2023, secondo un sondaggio pubblicato dall’autorità di regolamentazione il mese scorso.
«Si tratta di un ramo con un enorme potenziale e che sta già svolgendo un ruolo centrale nel vivace panorama tecnologico del Regno Unito», ha dichiarato Poppy Gustafsson, ministro britannico per gli investimenti. «Il governo è impegnato a promuovere e abbracciare la blockchain e sta già adottando misure decisive per sostenere questo settore e garantire che resteremo all’avanguardia di questa innovazione globale».
La Gran Bretagna sta portando avanti una serie di proposte normative sulle criptovalute, ma non tutti sono convinti che possa assumere una rilevanza globale per la tecnologia: «Non so se abbiamo i politici, il governo, la propensione al rischio, l’atteggiamento favorevole all’imprenditorialità per capitalizzare davvero questa opportunità generazionale», ha affermato Steven Bartlett, imprenditore britannico che ha trascorso del tempo sia a San Francisco che a Londra. «È davvero ingiusto cercare di costruire un’azienda qui rispetto a quando si è lì». (riproduzione riservata)