Il Bitcoin scende a quota 87.000 dollari, cosa che non succedeva da tre mesi: alle 12:00 ora italiana perdeva l’8,3% a 87.979 dollari. ancora peggio Ethereum, giù dell’11,3% a 2.386 dollari. Per non parlare di Solana (-14,6% a 136,18 dollari). Nelle ultime 24 sono stati bruciati 1,2 miliardi di dollari. Non c’è troppo da stupirsi, visto che il settore è reduce dal più grande furto della storia (1,46 miliardi di dollari in Ethereum) attuato venerdì 21 probabilmente dagli hacker nordcoreani del gruppo Lazarus, noto per usare i soldi della refurtiva per finanziare il programma nucleare del regime di Kim Jong-un.
Se Bybit, la borsa cripto vittima dell’attacco, ha retto bene, nel senso che è finora riuscita a evadere tutte le richieste di riscatto da parte dei propri utenti (si parla di oltre 4 miliardi di dollari) grazie all’operazione di salvataggio attuata da altre società del settore (un caso di solidarietà abbastanza insolito), è proprio l'entità del furto a invitare alla prudenza gli investitori. Ormai si pensava che certi episodi riguardassero solo realtà marginali. Non è stato così.
Proprio ieri, poi, Strategy di Michael Saylor ha comprato 20.356 Bitcoin per un valore di 1,99 miliardi di dollari. E vien da chiedersi dove sarebbe la criptovaluta creata da Satoshi Nakamoto senza gli acquisti continui di Saylor. Come se non bastasse, i parlamentari di Pennsylvania, Montana, Wyoming, North e South Dakota hanno bocciato la proposta di istituire una riserva strategica in Bitcoin. Altri 15 Stati dovranno votare in questo senso, ma finora il risultato è 3-0 per il no. Da notare che molti parlamentari repubblicani hanno votato contro nonostante la posizione decisamente pro cripto dell’amministrazione Trump. Secondo gli analisti tecnici, il Bitcoin potrebbe scendere fino a 82.400-82.000 dollari.
Ethereum va giù in quanto vittima dell’hack, ma a preoccupare è soprattutto Solana, la blockchain preferita dalle meme coin, colpita gravemente dall’incredibile pasticcio di $Libra, pubblicizzata addirittura dal presidente argentino Javier Milei e crollata miseramente nel giro di mezza giornata. Ora Milei rischia l’impeachment, tutto il settore delle meme coin è in grande difficoltà (la capostipite Dogecoin perdeva il 10% a 0,2065 dollari) e chissà quando si riprenderà. (riproduzione riservata)