La Securities and Exchange Commission statunitense (Sec), equivalente a stelle e strisce della Consob, ha raggiunto un accordo preliminare con Gemini, la piattaforma cripto fondata dai gemelli Tyler e Cameron Winklevoss, per chiudere la causa legata al programma di prestito di asset digitali Gemini Earn, accusato di essere stato offerto agli investitori retail senza le necessarie registrazioni.
Secondo quanto comunicato in una lettera presentata alla Corte federale di Manhattan, l’intesa - soggetta all’approvazione della Commissione - consentirebbe di «risolvere completamente» il contenzioso. I legali delle parti hanno chiesto al giudice Edgardo Ramos tempo fino al 15 dicembre per depositare la documentazione definitiva e la sospensione delle scadenze processuali.
L’accordo arriva pochi giorni dopo la quotazione in borsa di Gemini, che ha raccolto 425 milioni di dollari con l’ipo per una valutazione di circa 3,3 miliardi. Il titolo ha chiuso lunedì a 32,52 dollari, in rialzo di 52 centesimi e del 16% sopra il prezzo di collocamento.
Il programma Gemini Earn consentiva ai clienti di prestare bitcoin e altre criptovalute a Genesis Global Capital in cambio di interessi, con commissioni fino al 4,29% per Gemini. Genesis aveva sospeso i prelievi nel novembre 2022, lo stesso mese del crollo dell’exchange Ftx, e due mesi più tardi era entrata in Chapter 11 (procedura fallimentare degli Stati Uniti), lasciando bloccati circa 900 milioni di dollari di asset di 340 mila clienti.
La Sec aveva citato in giudizio Gemini e Genesis nel gennaio 2023 per violazione delle regole di trasparenza a tutela degli investitori. Genesis ha chiuso il procedimento pagando una multa da 21 milioni di dollari, senza ammettere responsabilità. Gemini ha sempre respinto le accuse. (riproduzione riservata)