Per quattordici anni nessuno aveva toccato quei fondi. Poi, il 4 luglio 2025, circa 80.000 bitcoin sono stati trasferiti in otto operazioni distinte con un incasso da quasi 10 miliardi di dollari, grazie alle quotazioni record raggiunte dalla principale moneta digitale. Una cifra colossale, che ha subito acceso i riflettori del mondo crypto su una domanda: chi si nasconde dietro questa mossa?
Secondo Decripto.org, la pista più probabile porta ai gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, noti imprenditori tecnologici e pionieri della blockchain con l’exchange di criptovalute Gemini. Secondo un’indagine incrociata tra dati pubblici e tracciamenti delle transazioni, condotta dagli analisti di Decripto.org, una parte consistente di quei fondi - ben 40.000 bitcoin - è finita presso Galaxy Digital, piattaforma finanziaria che i fratelli Winklevoss utilizzano regolarmente. Non è una prova certa, ma è un indizio forte.
Nel 2013 i Winklevoss investirono in bitcoin 11 milioni di dollari, parte del risarcimento di 65 milioni ottenuto da Mark Zuckerberg, accusato dai gemelli di aver rubato da loro l’idea alla base del social network Facebook. I ricavi dalla vendita degli 80mila bitcoin sarebbero stati depositati con 26 diverse transazioni nell’exchange Galaxy Digital, il 15 luglio.
Anche se quella dei fratelli Winklevoss è, per Decripto.org, l’ipotesi più accreditata, non è l’unica. Alcuni sospetti si sono concentrati su Ross Ulbricht, fondatore del sito del dark web Silk Road, recentemente graziato da Donald Trump. Ma le analisi tecniche non mostrano alcun collegamento tra i portafogli coinvolti e l’ex marketplace illegale.
Più verosimile, invece, è che quei bitcoin arrivino da uno dei primi exchange della storia, MyBitcoin.com, che nel 2011 subì un misterioso attacco informatico che portò alla sparizione di circa 154 mila bitcoin. Oltre il 60% degli asset rimessi sul mercato il 4 luglio sembra coincidere proprio con quei fondi. (riproduzione riservata)